giovedì 16 maggio 2013
sabato 5 gennaio 2013
vShare vs. Apptrackr
Si è spento Apptrackr insieme ad Installous per scaricare le App su Iphone gratuitamente, ma parte un servizio nuovo, che ha lo stesso scopo e che forse è anche meglio congegnato. Il servizio permette di scaricare le App senza aggiungere codici o passaggi complicati. In questo momento ha i server un po' intasati ma quando la banda verrà potenziata sarà una degna alternativa al portale Apptrackr.
Il servizio funziona attraverso l'app vShare.
Prerequisiti: l'iPhone deve essere jailbraccato e bisogna aver installato Appsync utilizzando Cydia.
Per installare questa app si può andare sul sito http://v.appvv.com/en/ con l'iPhone per scaricarla ed installarla direttamente oppure si può andare sullo stesso sito col pc per scaricare il file ipa per poi sincronizzarlo con iTunes.
E' poi possibile installare vShare anche attraverso Cydia installando l'apposita Repo. Qui i passaggi:
1- Apriamo Cydia e facciamo tap nella sezione “Gestici”>Sorgenti.
2- Clicchiamo su “Modifica” (in alto a destra)>”Aggiungi”.
3- Aggiungiamo questo indirizzo web: http://www.cyhack.net/repo/
4- poi “Aggiungi repo”> “Aggiungi lo stesso”. Quindi torniamo a Cydia come richiesto.
5- Andiamo su “Cerca” e cerchiamo l’app che vogliamo aprire (ovvero vShare).
6- Cliccare su install.
Esiste infine anche l'app in italiano che si trova installando in Cydia la Repo "http://iphonedevices.net/repo".
mercoledì 4 aprile 2012
Google Glass
Quante volte e sempre più spesso ormai mi scopro a camminare per strada guardando verso il basso nel mio iphone. Gli occhiali per la realtà aumentata li abbiamo già visti ma le idee di google adesso vanno verso il social e di sicuro sembrano non troppo invasive...
lunedì 28 novembre 2011
Memo Guida Apptrackr
How to install ipa files on an iPhone or iPod Touch?
Step 1: Make sure your iPhone is jailbroken.
Step 2: Once your iPhone is jailbroken, go to Cydia > Manage > Sources > Edit > Add http://cydia.hackulo.us/ as a source. Tap Done.
Step 3: Once Hackulo.us has been added as a source, search for “AppSync” in Cydia. Install the version of AppSync that matches your iOS. For example if you are on iOS 4.0.2, you want to install AppSync for OS 4.0.
Step 4: Still in Cydia, search for Installous. Download and install the app. Installous is like an App Store for cracked apps.
Step 5: Reboot your iPhone.
Step 6: Go to Installous and search for cracked apps. Download and install them.
giovedì 4 marzo 2010
La convergenza delle reti
Essere connessi sempre significa sottoscrivere per lo meno tre abbonamenti diversi. Un abbonamento ADSL per la casa, uno 3G per lo smartphone, uno per la chiavetta USB da attaccare al notebook.
Tempo fa avevo deciso di fare economia eliminandone uno, quello ADSL, in quando potevo usare la chiavetta H3G anche in casa. Poi ho capito di poter eliminare pure la chiavetta sfruttando il tethering del mio iPhone. Il tethering con TIM è incluso nella tariffa flat, quindi non richiede costi aggiuntivi.
La verità è che la rete 3G offre una banda effettiva davvero scadente. E' già satura per i miei gusti e pare stia scoppiando. Per questo ho già fatto un passo indietro. Ho rinunciato al 3G per sfruttare la rete EDGE, che se non altro consuma la metà della batteria del telefonino. Resta il fatto che l'utilizzo in tal senso è fortemente limitato, scoraggiante.
Per tutto questo torna in voga la rete ADSL. Rispetto ad un anno fa, tutti gli operatori hanno finalmente inserito la chiavetta USB nel proprio portafoglio di offerte ADSL. Quasi sempre però c'è da pagare qualcosa in più e questo non va mica tanto bene. Inoltre, si tende a tenere separati nelle offerte i tre servizi di sempre: voce, tv, dati. Se poi aggiungiamo la componete che distingue rete fissa da rete mobile, otteniamo una matrice di confusione grazie alla quale solo gli operatori continuano a guadagnarci.
Cosa mi serve? Tutto, ovviamente. Mettendo 20 euro in ogni quadrante, la somma fa 120, al mese. Per fortuna le offerte non sono proprio così sconsiderate, ma neanche tanto lontano dall'algebra, anche perchè per alcuni quadranti bisogna sborsare più di 30 euro per un servizio full e flat.
Per quel che mi riguarda c'è un solo quadrante che potrebbe includere tutti gli altri: è quello DATI e lo vedo sul mobile. Ciò che vedo esiste e si chiama Internet Mobile. Gli altri quadranti sopravvivono ancora, forse per ragioni commerciali, forse per vincoli tecnologici. E poi perchè ci sono aziende molto forti che continuano ad innovare l'offerta e le tecnologie nella direzione che le vede protagoniste, non sempre nella logica della convenienza per il consumatore.
In questo momento non si può rinunciare al servizio ADSL in casa, il mobile non è performate e andrà peggiorando. Il voip è ostacolato dagli operatori telefonici, il video on demand è ostacolato dai broadcaster. Tuttavia il mercato saprà fare le sue scelte e qualche grande azienda, che butterà un occhiata al futuro, saprà accompagnare l'innovazione e il cambiamento nella direzione giusta.
Il nuovo standard LTE, detto anche 4G, è una risposta incoraggiante in questo senso. Oggi però si fanno sentire solo le aziende che si attrezzano per produrre chip in grado di supportare la nuova tecnologia sugli smartphone per download fino a 100/150 Mbps. Aimè, se le antenne non garantiranno un servizio distribuito altrettando performante, non ci sarà proprio nessun cambiamento.
mercoledì 20 gennaio 2010
Mobnotes, The World Around You
Costa stai facendo? Dove lo stai facendo?
Sono le domande a cui risponde Mobnotes, l'applicazione tutta italiana di geolocalizzazione di stati, località ed eventi. Idea nata nel 2007 dalle menti di Chiristian e Gino, oggi è una startup che offre un sito web, anche mobile version, e applicazioni per smartphone compatibili con iPhone, Nokia e Android.
Citata tra le prime 5 applicazioni più popolari disponibili in Layar, migliore applicazione di Augmented Reality per iPhone, oggi Mobnotes concorre per vincere il Mobile Premier Awords al Mobile World Congress di Barcellona.
Attualmente è il social network che preferisco, anche rispetto ai blasonati Facebook e Twitter. Attuale, veloce, sempre con me.
giovedì 29 ottobre 2009
Google Voice News

Più di un anno fa, Google aveva offerto un servizio di segreteria telefonica gratuito per i senzatetto di San Francisco. In pratica, a queste persone veniva fornito un numero di telefono sul quale poter ricevere messaggi vocali e accessibile per loro da qualunque cabina telefonica, gratuitamente.
Adesso il servizio diventa per tutti. Gratis.
Google vuole invadere il business del Mobile, dell'Internet Mobile, questo è chiaro. E oggi sfida ancora una volta i carrier telefonici, ma quasi in silenzio, con un servizio secondario, senza dare troppo nell'occhio. Credo però che a piccoli passi si stia di fatto aprendo un varco verso un territorio molto redditizio e di sicuro successo per il futuro prossimo, per Google come per tutte le aziende che sapranno conquistarsi la fedeltà dei clienti.
martedì 29 settembre 2009
Augmented Reality
Oggi l'Internet Mobile racchiuso in uno smartphone ci permette di vivere la realtà intorno a noi con tante informazioni al contorno, in tempo reale, che si aggiornano in base alla nostra posizione, al nostro orientamento.
E dopo, cosa può succedere?
Ecco un bel video elaborato per una tesi di laurea sulla realtà aumentata. Università La Sapienza, Sorin Voicu.
venerdì 18 settembre 2009
Audio Chat su Facebook

Facebook diventerà un operatore telefonico.
Grazie al plug-in di Vivox, la chat di Facebook potrà includere l'audio. Si tratta di tecnologia VOIP come per Skype. Ovviamente, come tutti i servizi di Facebook, anche questo sarà gratuito.
L'espansione di Facebook è impressionante ed il potenziale offerto da questa novità è spaventoso. Non si tratta di un'innovazione in effetti, la novità che deve preoccupare gli operatori telefonici è il numero di utenti che popolano il social network, oggi 300 milioni.
Skype è fermo a 220 milioni, mentre la crescita di Facebook sembra inarrestabile. L'obiettivo è 1 miliardo, cioè quasi tutto il popolo di Internet.
Tutti gli utenti di Internet potranno telefonare gratis.
E su mobile? Oggi Skype funziona su iPhone anche per chiamare, ma solo se si viaggia su rete Wifi. Non è un vincolo tecnologico, sono gli operatori telefonici che hanno stretto un accordo preciso con Apple. In molti paesi Apple percepisce una percentuale sul traffico voce.
Possono succedere due cose. La prima è che si diffondano le reti Wifi rendendo di fatto obsolete tutte le attuali infrastrutture telefoniche. La seconda è che gli operatori trovino un accordo commerciale per salvaguardare il loro business attraverso il VOIP.
Facebook si farà sentire quando raggiungerà un peso commerciale significativo, si farà sentire davvero, più di Apple. E qualcosa succederà, rompendo lo schema economico protagonista degli ultimi venti anni.
martedì 15 settembre 2009
web Apps vs. client Apps


Le web app possono mettere in crisi la supremazia dei sistemi operativi, tant'è che già da tempo si progettano sistemi operativi web based. Oggi però non lo sta facendo un signore a caso, questo signore si chiama Google.
Google spinge molto in questa direzione, infatti, raramente rilascia applicazioni client. Mi vengono in mente GTalk, Google Earth, Picasa, ecc. Con quasi tutto il resto dell'universo Google, si può interagire attraverso il browser.
Adattare un'applicazione ad un sistema operativo costa molto di più che farlo per un Internet browser anche se oggi sul mercato i browser sono in numero superiore rispetto ai sistemi operativi. La portabilità di un'applicazione è un requisito essenziale per sviluppare economie di scala.
Google sviluppa un sistema operativo web based, Google Chrome OS, e rilascia applicazioni web based per desktop come per smartphone. La sua strategia è molto chiara.
Apple sa come difendersi.
Un tempo si poteva accedere ad una libreria di web app semplicemente digitando un indirizzo nel browser dell'iPhone. La libreria era sponsorizzata nel sito ufficiale. Oggi Apple punta esclusivamente al suo App Store, alle applicazioni client da scaricare nella home del telefonino.
Se iTunes in qualche anno si è affermato quale leader per il commercio della musica, oggi lo sta diventando anche per le applicazioni.
L'App Store rappresenta un canale di comunicazione quasi obbligatorio. Associare il proprio brand all'iPhone sostiene il business. Basta quindi fare un'applicazione, metterla nell'App Store e fare uscire qualche articolo. Il prodotto acquista immediatamente maggiore prestigio.
Non basta più fare un sito per smartphone, nessuno ci capita, nessuno se ne interessa. Tutti vogliono scaricare un'applicazione e tenerla nella home dell'iPhone. Per assurdo, molti siti si riciclano in applicazioni e non fanno molto di più che pubblicare le identiche informazioni che presenterebbero nel browser (Corriere, Gazzetta, ecc.).
Google Latitude, invece, è una web app che se aperta nel Safari non è per nulla diversa da un'applicazione client. La sua interfaccia è davvero stupefacente. Eppure, non scala le classifiche, nessuno ne parla, perché non compare nella vetrina dell'App Store.
Tutti i siti aperti in Safari si possono aggiungere come preferiti alla propria home, quindi apparire di fatto come ogni altra applicazione, anche Google Latitude.
Apple dunque sta remando contro le web app, perché sa come difendere la sua strategia di nicchia, i suoi prodotti, il suo futuro. Tutti avranno uno smartphone, come tutti, tempo addietro, ebbero un personal computer e, più di recente, un lettore mp3.
iTunes è un cavallo di troia.
Se pure dal punto di vista tecnologico Apple fa un passo indietro, anche questa volta ha saputo trascinare il mercato nel suo mondo dettando le regole del gioco, mentre tutti gli altri si industriano per inseguirla.
mercoledì 18 marzo 2009
Netbook, Smartphone, Social Network
Caro Rocco
La diatriba netbook vs. smartphone è solo un sottocapitolo di un fenomeno ben più ampio, e più profondo, che sta avvenendo da un decennio e che negli ultimi due anni ha subito un'accelerazione notevole, il mobile.
Ciò che ha accelerato il passo è stato Internet. Internet Mobile è l'argomento chiave del momento e del prossimo futuro.
Anche il processo di convergenza (il telefonino che diventa computer ed il computer che diventa telefonino) è solo un risvolto dello stesso fenomeno. La convergenza mi affascina, ma nel mercato riscontra più che altro un interesse commerciale. Apple, presumibilmente, si chiede ogni giorno se sarà costretta a progettare e realizzare un netbook per vendere più computer portatili. Tuttavia, nella vision di Steve Jobs, nella strategia di Apple, di certo non c'è ancora spazio per questo tipo di dispositivo.
La rivoluzione non è identificabile nel computer, che diventa netbook, ma nel telefonino che si trasforma rapidamente in computer mobile, ovvero in smartphone.
Se passi un po' di tempo su Internet ti accorgerai che le news più interessanti arrivano dal settore del mobile phone. Nascono startup, vengono annunciati servizi e piattaforme speciali per il mobile, i big della silicon valley si buttano come possono nel settore, ecc.
Il mobile phone è la novità, quindi, c'è molto fermento, grande interesse. La novità però non è nel dispositivo in sè, ma in tutto quello che gli ruota intorno e che verrà, soprattutto legato alle applicazioni web based. Lo smartphone è nativamente sempre connesso. Questo può fare la differenza, e farà la differenza.
Il netbook fa parlare di sè quando si analizzano le vendite, ma quello che può fare non è una novità, lo abbiamo già visto prima sui personal computer e poi sui notebook, non è cambiato nulla: si hanno le stesse applicazioni, gli stessi sistemi operativi, la stessa connettività, gli stessi identici internet browser. L'unico fenomeno che si accompagna alle vendite di netbook è la vendita di internt key. Le aziende che seguono questi fenomeni lo fanno per ragioni puramente commerciali. Hanno la potenza e la posizione di mercato per farlo rapidamente e raccogliere quanto più possibile fino ad esaurimento.
Non ci sono startup che fabbricano internet key.
IMHO - the big picture : Non ci saranno pc, non ci saranno notebook, non ci saranno netbook. Ci saranno solo smartphone e monitor a led, touchscreen. Monitor in casa, monitor in ufficio, monitor nei bar. Ci sarà connettività ovunque, wireless, con la rete e fra i dispositivi. Lo smartphone, quindi, sarà connesso, sempre, alla rete e al monitor. Si userà sempre di più il touchscreen come la voce. Il sistema operativo e le applicazioni saranno in gran parte web based come l'archiviazione dei dati. Tutto questo grazie al mobile, a internet, alla connettività.
Dunque, visto che ti occupi di economia aziendale, nel tuo studio non dovrebbero mancare esempi di business case, quindi, mi preoccuperei di scovare qualche startup molto promettente per esaminare un business che nei prossimi 3 o 5 anni si affermi in maniera predominante.
Ti consiglio allora il binomio mobile - social network, gli argomenti più attuali oggi. La startup potrebbe essere blinko di buongiorno, un'azienda tutta italiana.
lunedì 16 marzo 2009
Google Voice
La strada di Google verso il mobile si delinea sempre più chiaramente. L'ultimo passettino, che fatto da Google suona più come un passo da gigante, si chiama Google Voice.
L'Internet Mobile è destinato a stravolgere le regole del mercato e a ridisegnare gli scenari di egemonia degli attuali leader di mercato, i big delle telecom in primis. Gli Smartphone, d'altra parte, sono candidati ad assorbire gran parte del traffico dati. Dire "dati" vorrà dire tutto: voce, foto, video e testo, oltre ai classici dati come li conosciamo oggi.
La teconolgia digitale, del resto, è molto più economica, perchè si può comprimere, quindi occupa banalmente meno banda. E' per questo che sta fagocitando ogni altra forma di comunicazione.
Con la tecnologia digitale, inoltre, si può facilmente convertire una voce in testo (speech-to-text) oppure un testo in voce (text-to-speech). I dati in formato testo sono la cosa più comprimibile in assoluto, quindi, più facilmente trasportabile, o archiviabile..
Questo giochetto il neo nato Google Voice comincia a farlo.
Già oggi si intuisce che gran parte del business degli smartphone non deriva più di tanto dalla vendita degli apparecchi, ma dal traffico di dati e applicazioni. Le aziende che sapranno conquistarsi un pezzettino della catena che gestisce, o sfrutta, questo traffico faranno certamente parlare di sè.
martedì 10 febbraio 2009
Google sync
Google muove le sue pedine verso l'Internet Mobile.
Questa volta lancia un servizio gratuito per sincronizzare contatti e calendario di un proprio account Google. Il servizio si chiama Google Sync ed è compatibile con i principali marchi del mobile, iPhone e Blackberry compresi.
Google è il più importante esempio di successo delle web company. Questo è noto. Adesso sta espandendo la sua leadership anche nel mobile, cosa che tutte le aziende in un modo o nell'altro sperano di fare. Google però si porta dietro il suo DNA basato su Internet e sicuramente può fare meglio degli altri.
Le web app per mobile rappresentano lo strumento perfetto ed insieme alla banda larga sapranno ipotecare il futuro.
mercoledì 4 febbraio 2009
Home Mobile
La connessione tramite fibra ottica, oppure tramite ADSL, non si può mettere in tasca. Quando usciamo di casa resta lì, non c'è altra possibilità. Questo aspetto sta via via diventando un vincolo alle offerte commerciali delle tradizionali compagnie telefoniche, poichè la mobilità è un'esigenza sempre più importante. Un segnale evidente è dato dall'esplosione delle internet key che possono accompagnarci ovunque noi andiamo, sempre.
Telecom fu lungimirante scendendo nel campo della telefonia mobile creando TIM. Ci sono almeno tre aspetti però che ne frenano l'innovazione dell'offerta. La prima è che Telecom e TIM stanno ancora vivendo di rendita. La seconda è che TIM ha un forte imprinting di Telecom, cioè, è un'azienda del mobile con una cultura da rete fissa. La terza è che presumibilmente le due aziende non si parlano, infatti, non si percepisce neanche lontanamente la possibilità di assistere ad un'offerta condivisa, sinergica.
Vodafone per prima ha provato ad integrare rete fissa e rete mobile. Vodafone, tuttavia, nasce per offrire un servizio voce ed al servizio voce ancora oggi sembra essere focalizzata. Ad ogni modo, nella sua organizzazione qualcuno che parla di Internet ci deve essere e ogni tanto viene anche ascoltato, per fortuna.
Wind è come Vodafone, ma fa un tantino peggio perchè va a traino, non innova, immagino per strategia.
H3G arriva con 3 qualche anno dopo e forse per questo ha nel DNA qualche numero in più. Nella sua vision ci devono essere tante buone idee, molte delle quali si fondano proprio su Internet, su quello che Internet ha saputo creare o far immaginare.
Fastweb è uno snodo fondamentale del ragionamento. L'azienda ha innovato la sua offerta diversificandosi come operatore mobile. E' molto allettante, ma cara, infatti, essere mobili con Fastweb significa aggiungere un costo al costo del servizio fisso. Allora, perchè scegliere Fastweb per essere mobili?
Tutte le aziende vogliono andare sul mobile, come andare su Internet, in un modo o nell'altro, ma senza percepirne davvero le reali motivazioni, tanto meno secondo quali modalità.
In questi giorni ho assistito ad una svolta epocale.
H3G termina il suo spot televisivo con una dichirazione fantastica: la sua internet key si può usare anche con il computer di casa. Tutte le internet key si possono usare anche a casa! L'affermazione è di una banalità sconvolgente eppure sconvolge le regole delle offerte commerciali. Mentre tutti vogliono andare sul mobile e su Internet, H3G, da operatore mobile entra in casa dalla finestra per scalzare l'idea di sottoscrivere o rinnovare una connessione fissa.
Personalmente utilizzo la chiavetta 3 da molti mesi e non mi ha mai sfiorato l'idea di avere in casa una connessone fissa. Non mi serve neanche il telefono, ho il cellulare. Anche in questo momento sono comodamente sdraiato sul mio letto connesso grazie alla rete mobile.
Ha senso pagare un abbonamento per connettere il computer di casa, un altro abbonamento per il notebook ed un terzo abbonamento per essere connessi con il cellulare? Per adesso abbiamo eliminato il primo. Presto elimineremo anche il secondo.
Io, infatti, scommetto sullo smartphone, il modem del futuro.
lunedì 5 gennaio 2009
Venice Connected - WiFi Free
Dal prossimo mese, chi vuole organizzare un soggiorno nella città di Venezia potrà prenotare via web un pacchetto di servizi e visite turistiche che include l'accesso gratuito alla rete wireless a banda larga.
L'infrastruttura è costituita dall'insieme di fibra ottica e antenne wifi. Il progetto è nato nel 2005 ed è stato realizzato da Venis, azienda per l'informatica e le telecomunicazioni di Venezia.
Venezia è la prima città al mondo ad offrire una copertura totale per mezzo di una rete wireless. Per i cittadini lagunari il servizio è gratuito.
Mi chiedo: qual è il futuro del telefonino di fronte ad uno scenario simile? E quale quello degli attuali operatori telefonici? Quali i nuovi modelli di business?
Se fossero i comuni a sostenere gli investimenti, allora domani non pagheremmo più la tariffa a Tim o Vodafone, ma una specie di tassa al comune stesso, o alla regione. Ma lo Stato potrà mai sostenere questa spesa? Presumibilmente no, però la tassa in un modo o nell'altro la pagheremo lo stesso.
Con la tecnologia wi-max l'infrastruttura sarà ancora più semplice da implementare poichè la copertura di ogni singola antenna è ben superiore a quella wifi. Ponti in fibra ottica tra le città e antenne wi-max dentro le città.
Ad ogni modo, una volta raggiunto l'accesso ad Internet tutto sarà possibile: scaricarsi la posta, chattare, guardare la TV, farsi guidare con la localizzazione e, naturalmente, telefonare tramite VOIP.
Internet Mobile.
lunedì 1 dicembre 2008
Pushing People
Anche Nokia diventa push col suo sistema Nokia Messaging.
La nuova mission del colosso svedese resta sempre il famoso slogan Connecting People, tuttavia, da quest'anno i top manager si sono resi conto che la connessione deve viaggiare su Internet.
Andate a vedere il portale Ovi di Nokia.
Gli smartphone di Nokia montano diverse applicazioni che sfruttano Internet, ad esempio per la visualizzazione di mappe, per i giochi multi player on-line, per la condivisione di file multimediali e appuntamenti, per la gestione delle mail in mobilità, appunto.
Nokia Messaging, lanciato in versione beta a metà di quest'anno, nel primo semestre del 2009 consentirà l'aggiornamento automatico, in modalità push, delle caselle di posta elettronica configurate sul telefonino o servizi di instant messaging.
martedì 25 novembre 2008
Perchè SLIDE ?
Esplodono le vendite di notebook "molto portatili", con schermi da 8 o 10 pollici, leggeri e sottili, e adesso, con predisposizione per SIM 3G. Si tratta del nuovo HP Mini 1000, che sotto l'alloggiamento della piccolissima batteria può accogliere una SIM, proprio come fosse un cellulare.
Ormai è in corso nel mondo della mobility una rapida convergenza tra notebook e smartphone. Il futuro che ci aspetta mette insieme tante tecnologie diverse che corrono nella stessa direzione. Tra smartphone e notebook ne spunterà uno solo, oppure qualcosa di nuovo che deve ancora venire.
Nella foto del Led Cinema Display di Apple c'è una grande verità. Basta sostituire al mac uno smartphone, magari l'iPhone 4G. A casa, in ufficio, al bar basterà quindi collegare il proprio piccolo dispositivo ad un grande monitor.
Qualcuno sarà nostalgico della vecchia tastiera. Anche alcuni produttori di smartphone di ostinano a proporre tastierini slide che slittano per magia da sotto lo schermo. Per quei dispositivi che ne sono sprovvisti, alcuni estremisti sviluppano tastierini fatti in casa da agganciare alla meno peggio a quello che considerano un mezzo telefonino.
Nella nuova architettura non ci sono nè tastiere nè mouse.
I grandi monitor sono touch screen, i sistemi operativi sono riscritti per girare su Internet, applicazioni e dati sono condivisi e sincronizzati tra web server e smartphone. La nuova architettura parla la nostra lingua e ci capisce, quindi, non ha bisogno di dieci dita che battono su una tastiera. La nuova tecnologia anticipa le nostre richieste perchè impara grazie a sistemi di intelligenza artificiale, magari attraverso i nostri gesti o dal nostro umore.
sabato 22 novembre 2008
Totally Pushing
Il blackberry ha introdotto nel mercato del mobile il concetto di tariffa flat grazie alla sua teconologia basata sul push delle email. Si paga un tot al mese per ricevere illimitati messaggi di posta elettronica in tempo reale.
Oggi la tariffa flat è quasi obbligatoria per la mole di servizi che i provider offrono sulla rete mobile, non vale solo per le email. Sarebbe impensabile pagare per ogni singolo bit scambiato, si diventerebbe scemi oltre che poveri. La cosa più ovvia è legata alla possibilità di navigare su Internet, e ho detto tutto.
Una volta accettato il compromesso della tariffa flat, si ha la sensazione di avere il mondo in mano, ed è molto difficile tornare indietro.
Normalmente le tariffe flat accessibili alle tasche comuni hanno delle limitazioni, ad esempio sul numero di SMS inviabili, o sllo stesso traffico dati in generale: 1 Gb, 2Gb, 5Gb, ecc.
Le statistiche dicono che negli Stati Uniti il traffico di SMS è aumentato. Certo! Mi viene da pensare che chi ha 100 SMS al mese compresi nella tariffa flat prova a spedirli tutti. Quindi, quanti di questi SMS sono realmente e singolarmente pagati dagli utenti? Credo che chi finisce il gruzzoletto di SMS gratuiti preferisca inviare una mail piuttosto che sborsare anche pochi centesimi, il costo è certamente minore. Ed è proprio quello che succede negli Stati Uniti, un grande bisono di push delle email, in modo da emulare la velocità degli SMS.
Eppure, quando lo scenario sembra essersi delineato, Internet è lì, pronto a stupirci ancora e a rimescolare tutte le carte. Oggi si diffonde un altro fenomeno: Facebook, o più in generale il social network. I ragazzi usano Facebook per mandarsi i messaggi. Facebook ha sostituito (in parte) il vecchio account di posta elettronica, come hotmail, gmail, aol, ecc.
Prorio in questi giorni, AOL ha rilasciato la versione Beta di Funambol per la sincronizzazione di rubrica e calendario. Non sarà che invece punti a muovere qualche passo proprio verso il pushing delle email sul telefonino?
Tuttavia, Facebook è di fatto un exchange portal che non si limita solo ai semplici messaggi di posta, questo è l'ultimo delle sue features. Facebook è lo snodo per condividere le proprie esperienze, lo stato d'animo, foto, video, tag, gruppi, idoli, ecc.
Facebook ha fatto impazzire generaioni intere, nel senso che non si può fare a meno di andare a vedere con grande frequenza cosa sta succedendo ai propri contatti.
Non ci vuole molto per capire che il push non si può limitare alla posta elettronica, ma può e dovrà incorporare anche tutte le forme di comunicazione che i social network immetteranno nella rete.
venerdì 21 novembre 2008
Smartphone al centro del mondo
Apple brevetta l'estensione del monitor di iPod e iPhone attraverso il collegamento con un display esterno. Un diplay più grande, naturalmente, e destinato, per il momento, a svolgere limitate funzionalità, come mostrare lo stato della musica in ascolto.
A me pare un primo passo verso il grande scenario, the big picture: lo smartphone è lo strumento di massa, come il PC negli anni 80-90. E saranno proprio i PC a sparire dallo scenario, senza eccezione per i notebook. Sarà sufficiente avere a casa o in ufficio o nel bar un grande monitor ed una connessione ad Internet. Anzi, solo il monitor visto che lo smartphone svolgerà anche da modem in questa architettura del futuro.
Anche in questo caso Internet svolge un ruolo non secondario. Internet dovrà accogliere dati ed applicazioni con lo scopo di limitare al massimo le capacità, seppure notevoli, di questo smartphone sia in termini di memorizzazione che di calcolo.
A tutto ciò va aggiunta la tecnologia del riconoscimento e della sintesi vocale, micro proiettori in sostituzione dei monitor in caso di mobilità, applicazioni e sistemi operativi riscritti in logica interattiva e multimediale, con il supporto non trascurabile di intelligenza artificiale.
giovedì 20 novembre 2008
La musica di Nokia attacca iTunes
Anche in Italia apre il Nokia Muisc Store. L'offerta arriva a 4 milioni di brandi sia in download sia in streaming. I brani infatti si possono scaricare sul PC oppure da alcuni modelli di cellulari e smartphone.
L'iniziativa di Nokia è partita dal Regno Unito nel mese di settembre con una strategia mirata a preparare il terreno per le vendite natalizie dei suoi nuovi modelli di smartphone. Alla vendita dei telefonini, infatti, si promette un periodo gratuito di acquisti musicali o un buono in valore economico, anche in forma considerevole (fino ad un anno oppure fino a 100 euro!). Si capisce che Nokia non vuole guadagnare con la musica, almeno in questo momento, ma intende veicolare i sui device con la medesima tattica messa a punto da Apple.
Nokia intende attaccare Apple puntando alla leadership di iTunes quale portale di riferimento a livello mondiale per il download della musica. La differenza è che iTunes è un client su PC, mentre per Nokia il Music Store è un portale su web.
Quale migliore opportunità per Apple è oggi iPii, ovvero estendere iTunes al settore dei giochi elettronici trasformandolo in una sorta di game platform di solo software? Il tutto è basato solo sulle caratteristiche tecniche dell'iPhone, quindi, iPii avrebbe lo scopo principale di rafforzare il trend di vendite del melafonino oltre a difendere la leadership di iTunes.
