Visualizzazione post con etichetta Social Network. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Social Network. Mostra tutti i post

martedì 11 settembre 2012

Mapping the world's friendship

Mappa dei legami di amicizia in giro per il mondo secondo Facebook.

Schermata 2012-09-11 a 21.37.57.png

in Italia, il 21% della popolazione immigrata proviene dalla Romania per un totale di circa 1 milione di abitanti. Non a caso è al primo posto nel ranking delle connessioni. Seguono la Spagna, l'Albania, la Svizzera e la Francia.


Schermata 2012-09-11 a 21.48.53.png

Puntando sull'Iraq troviamo posti scontati, come Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. E poi.. la Svezia. La Svezia? Mi aspettavo Pakistan, Afganistan, Iran, .. ma forse lì Facebook è ancora vietato.

domenica 12 dicembre 2010

Bye bye hard disk



A metà del 2011 verrà commercializzato il primo netbook senza hard disk. Grazie al nuovo sistema operativo Google Chrome OS tutti i servizi, i programmi e i dati saranno in rete. L'avvio del sistema impiegherà 5 secondi. Servirà immettere user e password ed indicare quale connessione di rete utilizzare.

Alcuni blog riportano che il sistema funzionerebbe anche offline, questo non me lo spiego. Certo sarebbe sufficiente un banale meccanismo di sincronizzazione, come per la mail. Un client di posta elettronica funziona anche offline, poi quando si connette alla rete si riallinea col server con un'operazione di sincronizzazione. In questo caso però c'è bisogno per forza del disco. Sono curioso di scoprire cosa decideranno di fare.

Google Chrome OS, in realtà, si può scaricare già da un anno. Per farlo funzionare bisogna montarlo su una virtual machine. La rivoluzione però potrebbe iniziare fra sei mesi, quando si potrà acquistare un oggetto mai visto prima, un pc senza hard disk. Personalmente non sono tra quelli che osteggiano questa rivoluzione. Non mi faccio problemi a lasciare i miei dati su qualche server remoto a Palo Alto o in India oppure perfino in Cina. Se qualcuno vuole i miei dati li potrebbe venire a prendere nella mia rete di casa. Ma perché mai dovrebbe farlo? Sono così interessante?

Ok, se un giorno tutto di tutti fosse online qualche rischio in più ci sarebbe, certo. Ma perché oggi non è già tutto online? WikiLeaks fa scuola. Il famigerato sito, molto attuale in questi mesi, riceve documenti segreti o riservati tramite dropbox, un contenitore cifrato che permette di archiviare documenti su server di rete. Archiviare e condividere ovviamente.

Siamo già spiati. Non c'è niente da temere. E poi la maggior parte degli internauti frequenta abitualmente uno o più social network dove condividere cose molto personali è alla base di tutto.

domenica 14 novembre 2010

Facebook mail

images.jpeg

Facebook si estende ancora.

Questa volta non si espande per numero di utenti, questo è scontato, lo fa con un servizio storico, quello della posta elettronica. La email è stata di fatto il primo sistema di socializzazione elettronica, molto web 1.0, ma estremamente diffuso, essenziale, rivoluzionario.

Oggi la posta elettronica è ormai superata dai Social Network in termini di utilizzo. Perché mai Facebook dovrebbe investire in uno strumento superato, in declino? Oggi la email è sì ancora indispensabile, insostituibile, ma in futuro sarà ancora così? No di certo, eppure, la newco Facebook ci punta. La verità, e lo titolano tutti i blog, è che Facebook ha intenzione di attaccare Google, il solo vero grande colosso e padrone di Internet.

Non lo fa solo accaparrandosi le quote di mercato, ossia il numero di utenti e il loro tempo speso sulla rete, non lo fa solo portandosi in azienda i migliori dipendenti di Google, adesso lo fa pure con i servizi.

Una volta, per spiegare ai più vecchi cosa fosse la posta elettronica, un importante dirigente di Barilla disse che aveva sostituito la sua segretaria con la posta elettronica, infatti non ne aveva più bisogno. Quest'uomo illuminato oggi direbbe, a proposito dei Social Networ, che andrebbe a sostituire i suoi agenti di commercio, gli strumenti di CRM, la comunicazione 1.0, le trasferte per i meeting e i meeting stessi, ecc. ecc.

Facebook nasce come sistema B2C cioè con un servizio rivolto ai privati dove i ricavi arrivano dal classico modello della pubblicità, proprio come Google. I soldi veri, com'è noto, stanno nelle tasche delle aziende, ma la pubblicità non è la sola porta, ne esistono altre. Google ci sta provando proprio attraverso i servizi social orientati fondamentalmente al lavoro di gruppo. Google è partito con la posta per poi introdurre strumenti come gDocs, gTalk o gWave. Fino ad ora è andato avanti con calma, non avendo rivali. Forse non si è posto neanche seriamente questo traguardo. Adesso sembra che debba cominciare a correre.

Facebook potrebbe raggiungere prima questo traguardo grazie al diffondersi dell'Enterprise 2.0, cioè concetti e strumenti all'insegna del social, che esaltano la collaborazione all'interno delle aziende e fra le aziende. Per quanto riguarda l'email, la posta certificata potrebbe essere di fatto la prima carta da scoprire nel gioco del potere.

Il passo della posta l'avevo già predetto qui. Ma non è che l'inizio, Facebook è già molto più di quello che appare. Quando andrà a competere sulla ricerca in rete con Google, ci sarà da raccontare lo scontro finale. Anche questo è titolato qui.

mercoledì 30 giugno 2010

Facebook apre in oriente

hyderabad..jpg

Facebook aprirà la sua sede asiatica in India, a Hyderabad, e intende assumere 500 sviluppatori.

500 sviluppatori come 500 "milioni" di utenti registrati nel mondo. In India ce ne sono 8 di milioni, ma non deve essere questo il motivo della scelta di Zugherberg. L'obiettivo è quello di avere una copertura del servizio 24 su 24.

Dodici ore di servizio dalla California, dodici ore dall'India. Le due location infatti si portano esattamente 12 ore di fuso orario. Che fortuna. Non è un caso che l'India potrebbe aggiudicarsi il ruolo di nuova Sylicon Valley del web. Gli indiani parlano perfettamente l'inglese, sono ottimi programmatori e vivono a 12 ore di fuso da Palo Alto. Un connubio perfetto. In India poi gli sviluppatori costano davvero poco. Ci sono web company che vendono le risorse anche a 8 dollari l'ora. Mediamente si trovano a 12 dollari, massimo 20 dollari l'ora.

Che può fare l'Italia?

La lingua inglese pare un'offesa, soprattutto all'interno delle nostre grandi aziende. Il mercato italiano trattiene gli sviluppatori bravi a fare cose già superate, indietro di dieci anni rispetto al web innovativo. E il costo? Beh, andiamo da 200 a 500 euro al giorno. E poi l'umiltà, cosa che da queste parti non si trova.

Umh, mi sa che siamo un po' fuori mercato.

mercoledì 20 gennaio 2010

Mobnotes, The World Around You

Costa stai facendo? Dove lo stai facendo?

Sono le domande a cui risponde Mobnotes, l'applicazione tutta italiana di geolocalizzazione di stati, località ed eventi. Idea nata nel 2007 dalle menti di Chiristian e Gino, oggi è una startup che offre un sito web, anche mobile version, e applicazioni per smartphone compatibili con iPhone, Nokia e Android.

Citata tra le prime 5 applicazioni più popolari disponibili in Layar, migliore applicazione di Augmented Reality per iPhone, oggi Mobnotes concorre per vincere il Mobile Premier Awords al Mobile World Congress di Barcellona.

Attualmente è il social network che preferisco, anche rispetto ai blasonati Facebook e Twitter. Attuale, veloce, sempre con me.

venerdì 18 settembre 2009

Audio Chat su Facebook

vivox-logo.gif

Facebook diventerà un operatore telefonico.

Grazie al plug-in di Vivox, la chat di Facebook potrà includere l'audio. Si tratta di tecnologia VOIP come per Skype. Ovviamente, come tutti i servizi di Facebook, anche questo sarà gratuito.

L'espansione di Facebook è impressionante ed il potenziale offerto da questa novità è spaventoso. Non si tratta di un'innovazione in effetti, la novità che deve preoccupare gli operatori telefonici è il numero di utenti che popolano il social network, oggi 300 milioni.

Skype è fermo a 220 milioni, mentre la crescita di Facebook sembra inarrestabile. L'obiettivo è 1 miliardo, cioè quasi tutto il popolo di Internet.

Tutti gli utenti di Internet potranno telefonare gratis.

E su mobile? Oggi Skype funziona su iPhone anche per chiamare, ma solo se si viaggia su rete Wifi. Non è un vincolo tecnologico, sono gli operatori telefonici che hanno stretto un accordo preciso con Apple. In molti paesi Apple percepisce una percentuale sul traffico voce.

Possono succedere due cose. La prima è che si diffondano le reti Wifi rendendo di fatto obsolete tutte le attuali infrastrutture telefoniche. La seconda è che gli operatori trovino un accordo commerciale per salvaguardare il loro business attraverso il VOIP.

Facebook si farà sentire quando raggiungerà un peso commerciale significativo, si farà sentire davvero, più di Apple. E qualcosa succederà, rompendo lo schema economico protagonista degli ultimi venti anni.

venerdì 12 giugno 2009

Facebook beats Google

social_network_map.jpg

Il titolo del post si leggerà da qui a cinque anni al massimo.

Vincenco Cosenza si è divertito a giocare a Risiko con le truppe dei Social Network. Si è limitato a fare una fotografia dello stato attuale, ma il risultato è comunque molto affascinante.

Lo scontro sembra ancora aperto, le battaglie si susseguono a colpi di annunci, novità, viral marketing .. ma tra tutti emerge incontrastato un solo protagonista: Facebook. Ci sono ancora grandissimi palyer in gioco: V Kontakte che spopola nel nord dell'Asia, QQ che resiste in Cina, Orkut che si difende in Brasile e India. Tuttavia, l'espansione di Facebook sembra inarrestabile. I dati sembrano girare sempre più a suo favore.

Perchè succede? Qual è il segreto di tale successo? E cosa potrà succedere ancora?

Considerando come è nato Facebook e qual era il suo scopo originale, mi verrebbe da pensare che è stata solo fortuna. La mia opinione è che Mark, fanciullo intelligente ma bruttino e un anche po' sfigatello, fosse innamorato della più bella ragazzina del college, la miss delle miss, la classica barby americana, bionda e occhi azzurri, slanciata e con curve al di fuori di ogni ragionevole legge di gravità. Questa bomba sexy naturalmente era la ragazza intoccabile del più forte e famoso giocatore di football del campionato studentesco. Un ragazzotto enorme, bello, ricco .. un po' bamboccione. Allora Mark, compagno di studi di questa top model, nascose il suo amore per anni, timidamente. Alla fine del college, temendo di perdere di vista per sempre il suo sogno proibito, si inventa un modo banale per conservare il suo contatto. Pare tra l'altro che abbia scopiazzato il software da alcuni amici di scuola sfruttando lo loro idea per uno scopo puramente sentimentale.

Facebook in realtà è concepito con le porte aperte.

Facebook è aperto a tutti gli utenti, chiunque essi siano, è aperto agli sviluppatori che possono rilasciare altri servizi usando la sua piattaforma, è aperto al business per fare marketing comunicazione affari. Facebook nasce focalizzato sul college ma cambia rotta per essere il più generalista dei social network.

In poco tempo ha reinventato il modo di interagire tra le persone, il modo di sviluppare e rilasciare applicazioni web based da parte delle software house, il modo di fare crowdsourcing da parte delle aziende per fare indagini e sviluppo prodotto.

E' tutto così facile su questa piattaforma che bene o male tutti ci finiscono. Ma questo è banale. Forse oggi è già obbligatorio esserci. Esserci come utente, come sviluppatore, come business.

Facebook è la rete nella rete.

Le informazioni che detiene questo Social Network crescono ogni giorno. Il suo motore di ricerca, cercando al suo interno, è già pronto per scovare qualsiasi cosa. Andando ad esplorare le migliaia di API, le porte aperte, di tutte le applicazioni o delle aziende che sharano i loro segreti, questo motore di ricerca fotografa lo scibile inimmaginabile.

Quando tutto sarà su Facebook o collegato a Facebook non ci sarà bisogno di fare ricerche nella rete, con Google o Yahoo, ma si potrà cercare direttamente lì dentro, nella nuova rete delle reti. Credo che non ci sarà neanche più bisogno di cercare, perchè saremo magicamente informati di tutto ciò che ci serve in modo automatico, dal momento che saremo parte integrante del meccanismo.

martedì 26 maggio 2009

Critical City

CriticalCity - TechGarage Pitch from Staff CriticalCity on Vimeo.

Critical City vince alla grande Techgarage 2009. Si è aggiudicata infatti tutti i premi della business competition: premio della rete, premio di Wired, premio della giuria di Techgarage. Critical City è stata anche premiata qualche tempo fa all'interno del progetto Kublai.

Critical City è un social network che ha come mission quella di migliorare le nostre città, con la scusa di organizzare un gioco dove gli utenti propongono delle iniziative, missioni, che trovano forma nelle strade, nei palazzi, nei parchi, nel territorio. Tutti possono proporre un progetto, tutti possono partecipare per realizzarlo.

Critical City incarna dunque perfettamente lo spirito di Kublai, per certi aspetti sorpassandolo.

Critical City ha una mission molto ambiziosa. Avrà successo se saprà stimolare le persone ad essere proattive, pragmatiche, concrete. Alcune persone sono così di natura, però sono poche secondo me. La scusa del gioco può essere un primo incentivo, ma non credo che basterà. Entrerà presumibilmente in gioco la pubblica amministrazione, attraverso i comuni, le province, le regioni.. allora la questione si farà più autorevole, anche di portata superiore. Ci si augura infatti che le iniziative siano sempre più ambiziose, fino a toccare scopi nazionali, o addirittura internazionali. Bello.

Nel frattempo si vivono piccole storie, intriganti.

Qui in Brera a Milano, da anni alcuni artisti di strada si ritrovano di notte per mettere in piedi strane decorazioni metropolitane. Al mattino le persone "comuni" che escono di casa per andare al lavoro restano a bocca aperta dalla meraviglia, ma soprattutto perchè queste piccole opere riescono a rompere gli schemi e la quotidianità.

mercoledì 29 aprile 2009

Social Commerce

Il social web diventerà profittevole.

Jeremiah Owyang propone un'interessante razionalizzazione dello sviluppo del social web attraverso un percoso diviso in 5 fasi, 5 ere come le definisce lui. Jeremiah sottolinea che le fasi non sono sequenziali, tuttavia, l'affermazione generalizzata di un'era piuttosto che un'altra fa registrare tendenzialmente proprio una sequenza. Duque, citando il suo riassunto troviamo le seguenti 5 ere:

1) Era of Social Relationships: People connect to others and share
2) Era of Social Functionality: Social networks become like operating system
3) Era of Social Colonization: Every experience can now be social
4) Era of Social Context: Personalized and accurate content
5) Era of Social Commerce: Communities define future products and services

SN_5ErasTiming.jpg

Con un po' di malizia mi viene da leggere tra le righe un taglio propagandistico. Oggi ci si domanda come far soldi con i social nerwok, se sarà mai possibile fare soldi col 2.0, andando forse un po' contro l'opinione comune che il web 2.0 deve restare gratuito, per la sua natura libera, sociale. L'articolo di Jeremiah tenta forse di dare una risposta ottimistica verso quelli che dovrebbero investire in questa direzione: brand, marketer, vendor, publisher, ecc.

Ad ogni modo, l'immagine proiettata dalla quinta fase è davvero suggestiva: Le community disegneranno i prodotti ed i servizi per le aziende attraverso il social web. Le community potranno suggerire le innovazioni, pilotare gli investimenti, decretare il benessere come il futuro dei brand. Le community saranno aperte, trasparenti, condivise e collaborative.

In questo scenario è evidente che il "classico" apparirà vecchio ed inefficace. Si ripenseranno gli strumenti di CRM, di Advertising, di eCommerce e del Marketing in generale.

In altre parole succederà che gli investimenti in un costosissimo spot pubblicitario passato per settimane nel classico canale televisivo saranno in gran parte inefficaci se nelle community non si diffonderà rapidamente un messaggio di approvazione condiviso.

La vera novità è che i nuovi prodotti passati in TV dovranno incrociare il benestare del mercato in maniera assolutamente naturale perchè saranno frutto di un approccio/percorso di innovazione scaturito proprio dal mercato stesso.

SN_5ErasTable.jpg

martedì 3 marzo 2009

Web 2.0 vs. Facebook

Lady Greenfield, neuroscenziata e professore di farmacologia delle sinapsi ad Oxford, ha dichiarato ad una commissione della House of Lords alcune allarmanti considerazioni sugli effetti dei social network sulla psiche, in particolare dei più giovani.

Di seguito, alcuni passaggi significativi estratti dall'intervento audio.

  • Il governo e il parlamento non hanno ancora prestato l'attenzione dovuta ai cambiamenti indotti nella mente dall'esperienza dei social network come Facebook e Bebo.
    I social network offrono un'esperienza svuotata di ogni coerenza narrativa e di significato profondo. La conseguenza è che la mente del 21esimo secolo è pressocché infantilizzata, caratterizzata da tempi d'attenzione ridotti, tendenza al sensazionalismo, incapacità di partecipazione empatica e da un debole senso dell'identità".
  • Se il cervello giovane è esposto dal suo inizio ad un mondo basato sul modello dell'azione-reazione veloce (…), questi cambiamenti così bruschi lo formeranno perché esso operi sulla stessa scala temporale. E forse nel mondo reale tali risposte non si verificheranno con tanta immediatezza e allora è possibile che si osservi l'insorgere di un disturbo di deficit dell'attenzione.
  • Potrebbe essere d'aiuto indagare se la pressocché totale immersione della nostra cultura dentro un mondo di tecnologie dello schermo possa essere esser messo in relazione con l'avvenuto incremento di tre volte nelle prescrizioni di farmaci contro l'iperattività derivante da disturbo del deficit di attenzione".
  • L'acuta dipendenza dal soddisfacimento concreto e immediato può esser posto in relazione con l'analogo funzionamento di quei sistemi cerebrali che giocano un ruolo nella creazione della dipendenza da droghe. Così non dev'essere sottovalutato l'elemento del piacere nell'interagire con uno schermo, quando ci arrovelliamo sul perché sia così attraente per i giovani.

Personalmente mi trovo abbastanza d'accordo, ma non nel taglio allarmistico. La società sta cambiando, questo è un dato di fatto. Per le nuove generazioni, quelle native digitali, velocità e interattività rappresentano il pane quotidiano, la dieta digitale.

Ma chi ci dice che la dieta digitale fa dimagrire il cervello?

Non sono i social network ad aver avviato questo processo, neanche Internet, è stata la televisione, anzi la telecomunicazione, anzi i trasporti. La telematica, infatti, si puà descrivere come l'industria dei trasporti che fa muovere le informazioni.

La televisione però non trasporta le persone, le immobilizza davanti allo schermo. Sono i contenuti a viaggiare sempre più velocemente, a bombardare le nostre case e la nostra testa. In questa direzione primeggia la pubblicità che è via via più veloce, piena di messaggi, luci, movimenti, concetti. Oggi milioni di telespettatori restano incollati allo schermo tutte le sere, con la bocca aperta, inermi di fronte a contenuti ogni giorno più trash, kich, pulp, unreal, surreal, extreme, demential, ecc.

Con Internet, con il web 2.0 e con i social network, le persone possono scegliere, interagire e partecipare sia come spettatori, perchè commentano e giudicano, sia come autori, perchè generano e condividono i propri contenuti.

Anche la pubblicità su Internet sta diventando interattiva, divertente, partecipativa.

A dire il vero i social network generalisti, come Facebook, Bebo, MySpace, ecc. non sono veranmente web 2.0 oriented. A conferma di questa tesi, invito a buttare un'occhiata a questa quotata statistica dei 15 siti web 2.0 più popolari ed apprezzati dal popolo di internet. I social network generalisti non figurano. Il titolo del link, non a caso, è user-generated-content.

Qual è il contenuto web 2.0 di Facebook?

IMHO il suo contenuto è fatto prevalentemente di relazioni, contatti, aggregazioni, sostenitori, fans, followers. E' fatto quindi di persone e reti di persone. E non è poco.

Il limite di Facebook, al quale indirettamente indirizza anche l'illustre neuroscienziata, si manifesta quando le reti intorno al singolo individuo si espandono eccessivamente, perchè diventano incontrollabili e inutili, almeno se non fai business. I super veloci ed immediati mini-feed di Facebook, che statisticamente si pongono al primo posto tra gli interessi dei suoi utenti, si trasformano via via in anonime e noiose scocciature.

Lady Greenfield allora suggerisce di ritrovare il senso della misura, la misura delle relazioni, per riscoprire il valore di una comunicazione più profonda ed intima, e quindi più interessante.

mercoledì 14 gennaio 2009

Barack vs. Walter

Riprendo un passo di un post di Nicola Mattina in cui si fanno interessanti considerazioni sulle funzionalità di Facebook.. e di come sarebbe bello se i nostri politici sapessero interpretarle nella maniera corretta.

Le pagine, al contrario dei profili, nascono essenzialmente per motivi di business e per pubblicizzare prodotti, servizi e persone. Le pagine sono pubbliche e quindi possono essere indicizzate dai motori di ricerca. Allo stesso tempo, non si può diventare amico di una pagina, ma occorre limitarsi a essere fan. Coerentemente, mentre un profilo (cioè una persona) può avere fino a 5.000 amici, una pagina può avere un numero infinito di fan.
Ecco perché, i frettolosi quanto superficiali consulenti di Walter Veltroni hanno creato un profilo limitando il numero di suoi sostenitori a 5.000, mentre i più accorti consiglieri di Barack Obama hanno usato una pagina che raccoglie oltre 3.600.000 sostenitori.

sabato 22 novembre 2008

Totally Pushing

Il blackberry ha introdotto nel mercato del mobile il concetto di tariffa flat grazie alla sua teconologia basata sul push delle email. Si paga un tot al mese per ricevere illimitati messaggi di posta elettronica in tempo reale.

Oggi la tariffa flat è quasi obbligatoria per la mole di servizi che i provider offrono sulla rete mobile, non vale solo per le email. Sarebbe impensabile pagare per ogni singolo bit scambiato, si diventerebbe scemi oltre che poveri. La cosa più ovvia è legata alla possibilità di navigare su Internet, e ho detto tutto.

Una volta accettato il compromesso della tariffa flat, si ha la sensazione di avere il mondo in mano, ed è molto difficile tornare indietro.

Normalmente le tariffe flat accessibili alle tasche comuni hanno delle limitazioni, ad esempio sul numero di SMS inviabili, o sllo stesso traffico dati in generale: 1 Gb, 2Gb, 5Gb, ecc.

Le statistiche dicono che negli Stati Uniti il traffico di SMS è aumentato. Certo! Mi viene da pensare che chi ha 100 SMS al mese compresi nella tariffa flat prova a spedirli tutti. Quindi, quanti di questi SMS sono realmente e singolarmente pagati dagli utenti? Credo che chi finisce il gruzzoletto di SMS gratuiti preferisca inviare una mail piuttosto che sborsare anche pochi centesimi, il costo è certamente minore. Ed è proprio quello che succede negli Stati Uniti, un grande bisono di push delle email, in modo da emulare la velocità degli SMS.

Eppure, quando lo scenario sembra essersi delineato, Internet è lì, pronto a stupirci ancora e a rimescolare tutte le carte. Oggi si diffonde un altro fenomeno: Facebook, o più in generale il social network. I ragazzi usano Facebook per mandarsi i messaggi. Facebook ha sostituito (in parte) il vecchio account di posta elettronica, come hotmail, gmail, aol, ecc.

Prorio in questi giorni, AOL ha rilasciato la versione Beta di Funambol per la sincronizzazione di rubrica e calendario. Non sarà che invece punti a muovere qualche passo proprio verso il pushing delle email sul telefonino?

Tuttavia, Facebook è di fatto un exchange portal che non si limita solo ai semplici messaggi di posta, questo è l'ultimo delle sue features. Facebook è lo snodo per condividere le proprie esperienze, lo stato d'animo, foto, video, tag, gruppi, idoli, ecc.

Facebook ha fatto impazzire generaioni intere, nel senso che non si può fare a meno di andare a vedere con grande frequenza cosa sta succedendo ai propri contatti.

Non ci vuole molto per capire che il push non si può limitare alla posta elettronica, ma può e dovrà incorporare anche tutte le forme di comunicazione che i social network immetteranno nella rete.

venerdì 1 agosto 2008

Twitter

Mi sono inscritto a Twitter.

twitter_logo_s.gif

E' il servizio originale, nel seso che è stato il primo della serie, per comunicare al mondo quello che stai facendo con un messaggio di 144 caratteri. In teoria è disegnato per informare i propri fans via SMS, ma funziona benissimo anche via Web.

In Italia, del resto, il servizio non è ancora collegato alla rete telefonica. Non chiediamoci perchè, altrimenti potremmo scoprire che si tratta della solita politica burocratica del magna magna.

Facebook ha integrato molto bene questa funzione, facendola propria in quattro e quattrotto: pesce grande mangia pesce piccolo.

Ho scoperto questo servizio, gratuito ovviamente, grazie a Fabrizio Capobianco, quindi gli devo riconoscere almeno di essere un suo follower.

lunedì 7 gennaio 2008

Facebook

Qualche settimana fa mi sono registrato su Facebook.

facebook.jpg

Penso che cancellerò il mio account MySpace. Sono mesi, infatti, che non mi faccio vivo da quelle parti. Mi sono proprio stancato. Probabilmente mi stancherò anche di quest'altro social network, anche se sembra avere diverse caratteristiche che potrebbero farlo esplodere come nessun'altro prima.

Ho notato che sono soprattutto i giovanissimi a frequentarlo. Sono per lo più ragazzi di college amaricani.

La prima cosa che ho fatto è stata di cercare i miei omonimi in giro per il mondo: nome e cognome. Ce ne sono parecchi, soprattutto in Sri Lanka. Bah!