giovedì 5 marzo 2015
Euro / Dollaro
giovedì 22 novembre 2012
CEO
Classifica dei 21 CEO americani in ordine di stipendio percepito.
Tim Cook (Apple) — $95 milioni
Larry Ellison (Oracle) — $70 milioni
Ron Johnson (JC Penney) — $53 milioni
Leslie Moonves (CBS Corporation) — $52 milioni
Richard Adkerson (Freeport-McMoRan Copper & Gold) — $49 milioni
Philippe Dauman (Viacom) — $43 milioni
John Hammergren (McKesson Corporation) — $42 milioni
Aubrey McClendon (Chesapeake Energy) — $39 milioni
James Gallogly (James Gallogly) — $35 milioni
David Simon (Simon Property Group — $35 milioni
Robert Iger (Walt Disney) — $33 milioni
Rex Tillerson (Exxon Mobil Corporation) — $30 milioni
Michael Jeffries (Abercrombie & Fitch) — $29 milioni
Rupert Murdoch (News. Corp) $28 milioni
Louis Camilleri (Philip Morris International) — $28 milioni
David Zaslav (Discovery Communications) — $27 milioni
Brian Roberts (Comcast Corporation) — $27 milioni
Miles White (Abbott Laboratories) — $27 milioni
Ralph Lauren (Ralph Lauren Corporation) — $27 milioni
Kieran Gallahue (CareFusion Corporation) — $25 milioni
David Cote (Honeywell International) — $25 milioni
domenica 14 novembre 2010
Facebook mail
Facebook si estende ancora.
Questa volta non si espande per numero di utenti, questo è scontato, lo fa con un servizio storico, quello della posta elettronica. La email è stata di fatto il primo sistema di socializzazione elettronica, molto web 1.0, ma estremamente diffuso, essenziale, rivoluzionario.
Oggi la posta elettronica è ormai superata dai Social Network in termini di utilizzo. Perché mai Facebook dovrebbe investire in uno strumento superato, in declino? Oggi la email è sì ancora indispensabile, insostituibile, ma in futuro sarà ancora così? No di certo, eppure, la newco Facebook ci punta. La verità, e lo titolano tutti i blog, è che Facebook ha intenzione di attaccare Google, il solo vero grande colosso e padrone di Internet.
Non lo fa solo accaparrandosi le quote di mercato, ossia il numero di utenti e il loro tempo speso sulla rete, non lo fa solo portandosi in azienda i migliori dipendenti di Google, adesso lo fa pure con i servizi.
Una volta, per spiegare ai più vecchi cosa fosse la posta elettronica, un importante dirigente di Barilla disse che aveva sostituito la sua segretaria con la posta elettronica, infatti non ne aveva più bisogno. Quest'uomo illuminato oggi direbbe, a proposito dei Social Networ, che andrebbe a sostituire i suoi agenti di commercio, gli strumenti di CRM, la comunicazione 1.0, le trasferte per i meeting e i meeting stessi, ecc. ecc.
Facebook nasce come sistema B2C cioè con un servizio rivolto ai privati dove i ricavi arrivano dal classico modello della pubblicità, proprio come Google. I soldi veri, com'è noto, stanno nelle tasche delle aziende, ma la pubblicità non è la sola porta, ne esistono altre. Google ci sta provando proprio attraverso i servizi social orientati fondamentalmente al lavoro di gruppo. Google è partito con la posta per poi introdurre strumenti come gDocs, gTalk o gWave. Fino ad ora è andato avanti con calma, non avendo rivali. Forse non si è posto neanche seriamente questo traguardo. Adesso sembra che debba cominciare a correre.
Facebook potrebbe raggiungere prima questo traguardo grazie al diffondersi dell'Enterprise 2.0, cioè concetti e strumenti all'insegna del social, che esaltano la collaborazione all'interno delle aziende e fra le aziende. Per quanto riguarda l'email, la posta certificata potrebbe essere di fatto la prima carta da scoprire nel gioco del potere.
Il passo della posta l'avevo già predetto qui. Ma non è che l'inizio, Facebook è già molto più di quello che appare. Quando andrà a competere sulla ricerca in rete con Google, ci sarà da raccontare lo scontro finale. Anche questo è titolato qui.
mercoledì 30 giugno 2010
Facebook apre in oriente
Facebook aprirà la sua sede asiatica in India, a Hyderabad, e intende assumere 500 sviluppatori.
500 sviluppatori come 500 "milioni" di utenti registrati nel mondo. In India ce ne sono 8 di milioni, ma non deve essere questo il motivo della scelta di Zugherberg. L'obiettivo è quello di avere una copertura del servizio 24 su 24.
Dodici ore di servizio dalla California, dodici ore dall'India. Le due location infatti si portano esattamente 12 ore di fuso orario. Che fortuna. Non è un caso che l'India potrebbe aggiudicarsi il ruolo di nuova Sylicon Valley del web. Gli indiani parlano perfettamente l'inglese, sono ottimi programmatori e vivono a 12 ore di fuso da Palo Alto. Un connubio perfetto. In India poi gli sviluppatori costano davvero poco. Ci sono web company che vendono le risorse anche a 8 dollari l'ora. Mediamente si trovano a 12 dollari, massimo 20 dollari l'ora.
Che può fare l'Italia?
La lingua inglese pare un'offesa, soprattutto all'interno delle nostre grandi aziende. Il mercato italiano trattiene gli sviluppatori bravi a fare cose già superate, indietro di dieci anni rispetto al web innovativo. E il costo? Beh, andiamo da 200 a 500 euro al giorno. E poi l'umiltà, cosa che da queste parti non si trova.
Umh, mi sa che siamo un po' fuori mercato.
giovedì 11 febbraio 2010
FB quota 400
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L account di facebook sostituirà la carta d identita, sul web come negli uffici (se esisteranno ancora)
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La posta elettronica non esisterà più perchè ci saranno solo messaggi dentro facebook, ma cosi anche le telefonate e le video chiamate
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Il commercio elettronico si farà su facebook che come prima cosa potrebbe inglobare servizi come ebay o amazon..
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Anche google è a rischio, sia per la pubblicità che per la stessa ricerca
Deve arrivare a 1000 milioni, poi può chiudere .. :-)
martedì 2 febbraio 2010
iPad, doing what nobody else can do
iPad è il vero nuovo netbook, il solo vero netbook.
Anche questo prodotto è destinato a scombussolare più di qualche equilibrio nel mercato globale dei prodotti ad alto contenuto tecnologico ed innovativo. Intanto Steve Jobs afferma che Apple orami è un'azienda da 50 miliardi di dollari senza tener conto dei nuovi prodotti che annuncerà questo stesso anno, a partire dal nuovo iPhone 4G atteso per giugno.
Discendete dell'iPhone, iPad ha un costo abbastanza contenuto. Un gioiello per design e tecnologia, persegue o addirittura sostiene il cambiamento dei gusti e dei bisogni mass market per quel che riguarda la fruizione delle informazioni, l'impiego del tempo libero, le nuove forme di interazione e comunicazione.
Riduttivo se confrontato con un ebook reader, non si può negare però che rappresenta un killer per questa categoria. Questo prodotto, infatti, è anni luce avanti a quelli proposti fino ad oggi sul mercato. Gli stessi netbook hanno finora mal interpretato il loro scopo. iPad rivoluzionerà finalmente anche questa categoria, non solo in termini di hardware, ma anche di sistemi operativi, applicazioni e connettività.
Mi piace immaginare come anche le persone anziane, finora scettiche nei confronti dei computer e delle loro complicazioni, sapranno apprezzare questo prodotto e le potenzialità dell'informatica, di Internet e della tecnologia. iPad infatti è un prodotto complesso e completo, che però riesce a garantire un'accessibilità banale ai servizi che offre grazie alla sua interfaccia multi touch e all'organizzazione naturale delle cose.
venerdì 18 settembre 2009
Audio Chat su Facebook

Facebook diventerà un operatore telefonico.
Grazie al plug-in di Vivox, la chat di Facebook potrà includere l'audio. Si tratta di tecnologia VOIP come per Skype. Ovviamente, come tutti i servizi di Facebook, anche questo sarà gratuito.
L'espansione di Facebook è impressionante ed il potenziale offerto da questa novità è spaventoso. Non si tratta di un'innovazione in effetti, la novità che deve preoccupare gli operatori telefonici è il numero di utenti che popolano il social network, oggi 300 milioni.
Skype è fermo a 220 milioni, mentre la crescita di Facebook sembra inarrestabile. L'obiettivo è 1 miliardo, cioè quasi tutto il popolo di Internet.
Tutti gli utenti di Internet potranno telefonare gratis.
E su mobile? Oggi Skype funziona su iPhone anche per chiamare, ma solo se si viaggia su rete Wifi. Non è un vincolo tecnologico, sono gli operatori telefonici che hanno stretto un accordo preciso con Apple. In molti paesi Apple percepisce una percentuale sul traffico voce.
Possono succedere due cose. La prima è che si diffondano le reti Wifi rendendo di fatto obsolete tutte le attuali infrastrutture telefoniche. La seconda è che gli operatori trovino un accordo commerciale per salvaguardare il loro business attraverso il VOIP.
Facebook si farà sentire quando raggiungerà un peso commerciale significativo, si farà sentire davvero, più di Apple. E qualcosa succederà, rompendo lo schema economico protagonista degli ultimi venti anni.
martedì 15 settembre 2009
web Apps vs. client Apps


Le web app possono mettere in crisi la supremazia dei sistemi operativi, tant'è che già da tempo si progettano sistemi operativi web based. Oggi però non lo sta facendo un signore a caso, questo signore si chiama Google.
Google spinge molto in questa direzione, infatti, raramente rilascia applicazioni client. Mi vengono in mente GTalk, Google Earth, Picasa, ecc. Con quasi tutto il resto dell'universo Google, si può interagire attraverso il browser.
Adattare un'applicazione ad un sistema operativo costa molto di più che farlo per un Internet browser anche se oggi sul mercato i browser sono in numero superiore rispetto ai sistemi operativi. La portabilità di un'applicazione è un requisito essenziale per sviluppare economie di scala.
Google sviluppa un sistema operativo web based, Google Chrome OS, e rilascia applicazioni web based per desktop come per smartphone. La sua strategia è molto chiara.
Apple sa come difendersi.
Un tempo si poteva accedere ad una libreria di web app semplicemente digitando un indirizzo nel browser dell'iPhone. La libreria era sponsorizzata nel sito ufficiale. Oggi Apple punta esclusivamente al suo App Store, alle applicazioni client da scaricare nella home del telefonino.
Se iTunes in qualche anno si è affermato quale leader per il commercio della musica, oggi lo sta diventando anche per le applicazioni.
L'App Store rappresenta un canale di comunicazione quasi obbligatorio. Associare il proprio brand all'iPhone sostiene il business. Basta quindi fare un'applicazione, metterla nell'App Store e fare uscire qualche articolo. Il prodotto acquista immediatamente maggiore prestigio.
Non basta più fare un sito per smartphone, nessuno ci capita, nessuno se ne interessa. Tutti vogliono scaricare un'applicazione e tenerla nella home dell'iPhone. Per assurdo, molti siti si riciclano in applicazioni e non fanno molto di più che pubblicare le identiche informazioni che presenterebbero nel browser (Corriere, Gazzetta, ecc.).
Google Latitude, invece, è una web app che se aperta nel Safari non è per nulla diversa da un'applicazione client. La sua interfaccia è davvero stupefacente. Eppure, non scala le classifiche, nessuno ne parla, perché non compare nella vetrina dell'App Store.
Tutti i siti aperti in Safari si possono aggiungere come preferiti alla propria home, quindi apparire di fatto come ogni altra applicazione, anche Google Latitude.
Apple dunque sta remando contro le web app, perché sa come difendere la sua strategia di nicchia, i suoi prodotti, il suo futuro. Tutti avranno uno smartphone, come tutti, tempo addietro, ebbero un personal computer e, più di recente, un lettore mp3.
iTunes è un cavallo di troia.
Se pure dal punto di vista tecnologico Apple fa un passo indietro, anche questa volta ha saputo trascinare il mercato nel suo mondo dettando le regole del gioco, mentre tutti gli altri si industriano per inseguirla.
mercoledì 18 marzo 2009
Netbook, Smartphone, Social Network
Caro Rocco
La diatriba netbook vs. smartphone è solo un sottocapitolo di un fenomeno ben più ampio, e più profondo, che sta avvenendo da un decennio e che negli ultimi due anni ha subito un'accelerazione notevole, il mobile.
Ciò che ha accelerato il passo è stato Internet. Internet Mobile è l'argomento chiave del momento e del prossimo futuro.
Anche il processo di convergenza (il telefonino che diventa computer ed il computer che diventa telefonino) è solo un risvolto dello stesso fenomeno. La convergenza mi affascina, ma nel mercato riscontra più che altro un interesse commerciale. Apple, presumibilmente, si chiede ogni giorno se sarà costretta a progettare e realizzare un netbook per vendere più computer portatili. Tuttavia, nella vision di Steve Jobs, nella strategia di Apple, di certo non c'è ancora spazio per questo tipo di dispositivo.
La rivoluzione non è identificabile nel computer, che diventa netbook, ma nel telefonino che si trasforma rapidamente in computer mobile, ovvero in smartphone.
Se passi un po' di tempo su Internet ti accorgerai che le news più interessanti arrivano dal settore del mobile phone. Nascono startup, vengono annunciati servizi e piattaforme speciali per il mobile, i big della silicon valley si buttano come possono nel settore, ecc.
Il mobile phone è la novità, quindi, c'è molto fermento, grande interesse. La novità però non è nel dispositivo in sè, ma in tutto quello che gli ruota intorno e che verrà, soprattutto legato alle applicazioni web based. Lo smartphone è nativamente sempre connesso. Questo può fare la differenza, e farà la differenza.
Il netbook fa parlare di sè quando si analizzano le vendite, ma quello che può fare non è una novità, lo abbiamo già visto prima sui personal computer e poi sui notebook, non è cambiato nulla: si hanno le stesse applicazioni, gli stessi sistemi operativi, la stessa connettività, gli stessi identici internet browser. L'unico fenomeno che si accompagna alle vendite di netbook è la vendita di internt key. Le aziende che seguono questi fenomeni lo fanno per ragioni puramente commerciali. Hanno la potenza e la posizione di mercato per farlo rapidamente e raccogliere quanto più possibile fino ad esaurimento.
Non ci sono startup che fabbricano internet key.
IMHO - the big picture : Non ci saranno pc, non ci saranno notebook, non ci saranno netbook. Ci saranno solo smartphone e monitor a led, touchscreen. Monitor in casa, monitor in ufficio, monitor nei bar. Ci sarà connettività ovunque, wireless, con la rete e fra i dispositivi. Lo smartphone, quindi, sarà connesso, sempre, alla rete e al monitor. Si userà sempre di più il touchscreen come la voce. Il sistema operativo e le applicazioni saranno in gran parte web based come l'archiviazione dei dati. Tutto questo grazie al mobile, a internet, alla connettività.
Dunque, visto che ti occupi di economia aziendale, nel tuo studio non dovrebbero mancare esempi di business case, quindi, mi preoccuperei di scovare qualche startup molto promettente per esaminare un business che nei prossimi 3 o 5 anni si affermi in maniera predominante.
Ti consiglio allora il binomio mobile - social network, gli argomenti più attuali oggi. La startup potrebbe essere blinko di buongiorno, un'azienda tutta italiana.
lunedì 16 marzo 2009
Google Voice
La strada di Google verso il mobile si delinea sempre più chiaramente. L'ultimo passettino, che fatto da Google suona più come un passo da gigante, si chiama Google Voice.
L'Internet Mobile è destinato a stravolgere le regole del mercato e a ridisegnare gli scenari di egemonia degli attuali leader di mercato, i big delle telecom in primis. Gli Smartphone, d'altra parte, sono candidati ad assorbire gran parte del traffico dati. Dire "dati" vorrà dire tutto: voce, foto, video e testo, oltre ai classici dati come li conosciamo oggi.
La teconolgia digitale, del resto, è molto più economica, perchè si può comprimere, quindi occupa banalmente meno banda. E' per questo che sta fagocitando ogni altra forma di comunicazione.
Con la tecnologia digitale, inoltre, si può facilmente convertire una voce in testo (speech-to-text) oppure un testo in voce (text-to-speech). I dati in formato testo sono la cosa più comprimibile in assoluto, quindi, più facilmente trasportabile, o archiviabile..
Questo giochetto il neo nato Google Voice comincia a farlo.
Già oggi si intuisce che gran parte del business degli smartphone non deriva più di tanto dalla vendita degli apparecchi, ma dal traffico di dati e applicazioni. Le aziende che sapranno conquistarsi un pezzettino della catena che gestisce, o sfrutta, questo traffico faranno certamente parlare di sè.
venerdì 6 marzo 2009
Working Capital
Si è svolta la conferenza stampa per il lancio del progetto Working Capital, il fondo di corporate venture capital sponsorizzato da Telecom Italia.
L'evento è iniziato con una tavola rotonda i cui partecipanti, Bernabè (AD telecom italia), Dettori (Dpixel), Barberis (DADA), hanno raccontato le loro storie e le motivazioni alla base di questa iniziativa. La discussione è stata moderata, in maniera squisita e preziosa, da Riccardo Luna, direttore di Wired Italia.
Successivamente, se pure un po' alla svelta, è stato presentato il progetto.
Dpixel, quindi Gianluca Dettori, farà da Advisor cioè selezionerà e sponsorizzerà i migliori progetti che andranno poi seguiti e incubati, secondo diverse formule, in Telecom Italia.
Il fondo Working Capital nasce per il sostegno di iniziative Web 2.0 e finanzierà una quarantina di startup mettendo a disposizione nel complesso 5 milioni di euro in due anni.
Due considerazioni:
- Bisogna riconoscere un grandissimo ringraziamento a quegli imprenditori che si concedono il tempo per voltarsi indietro e sostenere le giovani startup. Nonostante il loro successo, non si chiudono a difesa dei loro feudi ma tendono una mano, si rimettono in gioco, mettono a disposizione la loro esperienza.
- Qualche settimana fa, Twitter, la prima e più importante piattaforma di micro blogging, ha ricevuto una nuova trance di liquidità per 35 milioni di dollari (si arriva quindi a 50 nel complesso). Twitter non fa ricavi eppure nel suo business plan ce ne devono essere davvero molti a budget. Ebbene, come fa una piccola startup italiana a competere con i mostri della silicon valley? E non mi riferisco solo al fatto che i 5 milioni di euro di Working Capital, spalmati su 40 idee, sembrano briciole. Mi fa rilettere il fatto che in silicon valley vedono molto più lontano, sia chi finanzia, sia chi concepisce e realizza la vera innovazione del web, quella che fa eco nel mondo intero.
mercoledì 4 febbraio 2009
Home Mobile
La connessione tramite fibra ottica, oppure tramite ADSL, non si può mettere in tasca. Quando usciamo di casa resta lì, non c'è altra possibilità. Questo aspetto sta via via diventando un vincolo alle offerte commerciali delle tradizionali compagnie telefoniche, poichè la mobilità è un'esigenza sempre più importante. Un segnale evidente è dato dall'esplosione delle internet key che possono accompagnarci ovunque noi andiamo, sempre.
Telecom fu lungimirante scendendo nel campo della telefonia mobile creando TIM. Ci sono almeno tre aspetti però che ne frenano l'innovazione dell'offerta. La prima è che Telecom e TIM stanno ancora vivendo di rendita. La seconda è che TIM ha un forte imprinting di Telecom, cioè, è un'azienda del mobile con una cultura da rete fissa. La terza è che presumibilmente le due aziende non si parlano, infatti, non si percepisce neanche lontanamente la possibilità di assistere ad un'offerta condivisa, sinergica.
Vodafone per prima ha provato ad integrare rete fissa e rete mobile. Vodafone, tuttavia, nasce per offrire un servizio voce ed al servizio voce ancora oggi sembra essere focalizzata. Ad ogni modo, nella sua organizzazione qualcuno che parla di Internet ci deve essere e ogni tanto viene anche ascoltato, per fortuna.
Wind è come Vodafone, ma fa un tantino peggio perchè va a traino, non innova, immagino per strategia.
H3G arriva con 3 qualche anno dopo e forse per questo ha nel DNA qualche numero in più. Nella sua vision ci devono essere tante buone idee, molte delle quali si fondano proprio su Internet, su quello che Internet ha saputo creare o far immaginare.
Fastweb è uno snodo fondamentale del ragionamento. L'azienda ha innovato la sua offerta diversificandosi come operatore mobile. E' molto allettante, ma cara, infatti, essere mobili con Fastweb significa aggiungere un costo al costo del servizio fisso. Allora, perchè scegliere Fastweb per essere mobili?
Tutte le aziende vogliono andare sul mobile, come andare su Internet, in un modo o nell'altro, ma senza percepirne davvero le reali motivazioni, tanto meno secondo quali modalità.
In questi giorni ho assistito ad una svolta epocale.
H3G termina il suo spot televisivo con una dichirazione fantastica: la sua internet key si può usare anche con il computer di casa. Tutte le internet key si possono usare anche a casa! L'affermazione è di una banalità sconvolgente eppure sconvolge le regole delle offerte commerciali. Mentre tutti vogliono andare sul mobile e su Internet, H3G, da operatore mobile entra in casa dalla finestra per scalzare l'idea di sottoscrivere o rinnovare una connessione fissa.
Personalmente utilizzo la chiavetta 3 da molti mesi e non mi ha mai sfiorato l'idea di avere in casa una connessone fissa. Non mi serve neanche il telefono, ho il cellulare. Anche in questo momento sono comodamente sdraiato sul mio letto connesso grazie alla rete mobile.
Ha senso pagare un abbonamento per connettere il computer di casa, un altro abbonamento per il notebook ed un terzo abbonamento per essere connessi con il cellulare? Per adesso abbiamo eliminato il primo. Presto elimineremo anche il secondo.
Io, infatti, scommetto sullo smartphone, il modem del futuro.
lunedì 5 gennaio 2009
Venice Connected - WiFi Free
Dal prossimo mese, chi vuole organizzare un soggiorno nella città di Venezia potrà prenotare via web un pacchetto di servizi e visite turistiche che include l'accesso gratuito alla rete wireless a banda larga.
L'infrastruttura è costituita dall'insieme di fibra ottica e antenne wifi. Il progetto è nato nel 2005 ed è stato realizzato da Venis, azienda per l'informatica e le telecomunicazioni di Venezia.
Venezia è la prima città al mondo ad offrire una copertura totale per mezzo di una rete wireless. Per i cittadini lagunari il servizio è gratuito.
Mi chiedo: qual è il futuro del telefonino di fronte ad uno scenario simile? E quale quello degli attuali operatori telefonici? Quali i nuovi modelli di business?
Se fossero i comuni a sostenere gli investimenti, allora domani non pagheremmo più la tariffa a Tim o Vodafone, ma una specie di tassa al comune stesso, o alla regione. Ma lo Stato potrà mai sostenere questa spesa? Presumibilmente no, però la tassa in un modo o nell'altro la pagheremo lo stesso.
Con la tecnologia wi-max l'infrastruttura sarà ancora più semplice da implementare poichè la copertura di ogni singola antenna è ben superiore a quella wifi. Ponti in fibra ottica tra le città e antenne wi-max dentro le città.
Ad ogni modo, una volta raggiunto l'accesso ad Internet tutto sarà possibile: scaricarsi la posta, chattare, guardare la TV, farsi guidare con la localizzazione e, naturalmente, telefonare tramite VOIP.
Internet Mobile.
martedì 9 dicembre 2008
Netbook, MID e Computer Mobile
Recentemente Intel ha fatto chiarezza sul significato che attribuisce ai dispositivi Netbook e MID. L'opinione di Intel sembra destinata a diventare una regola di mercato, infatti, piú che di opinione si parla già di definizione o addirittura assioma.
Intel vede i Netbook come piccoli notebook, con display che varia dai 7 ai 10,2" destinati ad un utilizzo relegato alle funzioni di navigazione.
Con il termine MID intende invece tutti quei dispositivi pocket, da tasca, con pannello da 4 a 7" specificatamente sviluppati per utilizzo in ambiente internet o entertainment. Questo tipo di terminale è normalmente dotato di una testiera qwerty scorrevole da sotto il monitor.
La classificazione marketing del settore dei dispositivi portatili si presenterebbe dunque in questo ordine: Notebook, Netbook, MID, Smartphone e in ultimo i vecchi cari cellulari. Da una parte il cellulare sta evolvendo verso forme piú ricche e potenti, dall'altra, si passa dai grossi pc verso sistemi piú leggeri, versatili, mobili.
Questo è ciò che chiamo processo di convergenza. Personalmente tifo per gli smartphone senza tastiera, con processori sempre piú potenti, un'autonomia sempre piú lunga e naturalmente prezzi sempre piú accessibili.
Sono sicuro che anche Nokia intente spingere verso questa direzione. Nokia, infatti, definisce questi futuri smartphone come Computer Mobile ed ha tutte le intenzioni di continuare ad essere leader in questo nuovo scenario che verrà.
sabato 6 dicembre 2008
Startupbusiness.it
Da qualche giorno sono entrato a far parte del nuovo network Imprese e Start up - startupbusiness.
Dopo la nascita di First Generation, che risale ormai a quasi due anni fa, a parer mio Startupbusiness è forse la più bella iniziativa che sia nata negli ultimi mesi, almeno secondo il mio personale concetto di nuova business community.
Come 1GN, Startupbusiness è molto vicina alle nuove idee, al mercato delle idee, quindi, offre una grande opportunità per scoprire il sommerso del potenziale innovativo italiano.
La cosa che più mi trova d'accordo è il modo con cui il network intende avvicinare le idee innovative ai potenziali acquirenti: le imprese. Si afferma dunque un modello di collaborazione dove il ventur capital potrebbe addirittura restare a guardare, mentre nascono collaborazioni dirette tra innovatori e aziende incubatrici.
Nel caso di Startupbusiness, in verità, l'idea deve essere già star up, nel senso di azienda costituita, magari anche già presente sul mercato e ancor meglio se con qualche cliente affermato che testimoni la bontà del suo business.
L'iniziativa è firmata Emil Abirascid, giornalista e importante promotore del motore innovativo italiano. Un punto di riferimento da prendere d'esempio e seguire con attenzione: qui l'accesso alle preziose risorse che mette a disposizione.
Ecco invece un video per capire meglio chi sia Emil attraverso una breve espressione della sua idea di innovazione.
giovedì 20 novembre 2008
La musica di Nokia attacca iTunes
Anche in Italia apre il Nokia Muisc Store. L'offerta arriva a 4 milioni di brandi sia in download sia in streaming. I brani infatti si possono scaricare sul PC oppure da alcuni modelli di cellulari e smartphone.
L'iniziativa di Nokia è partita dal Regno Unito nel mese di settembre con una strategia mirata a preparare il terreno per le vendite natalizie dei suoi nuovi modelli di smartphone. Alla vendita dei telefonini, infatti, si promette un periodo gratuito di acquisti musicali o un buono in valore economico, anche in forma considerevole (fino ad un anno oppure fino a 100 euro!). Si capisce che Nokia non vuole guadagnare con la musica, almeno in questo momento, ma intende veicolare i sui device con la medesima tattica messa a punto da Apple.
Nokia intende attaccare Apple puntando alla leadership di iTunes quale portale di riferimento a livello mondiale per il download della musica. La differenza è che iTunes è un client su PC, mentre per Nokia il Music Store è un portale su web.
Quale migliore opportunità per Apple è oggi iPii, ovvero estendere iTunes al settore dei giochi elettronici trasformandolo in una sorta di game platform di solo software? Il tutto è basato solo sulle caratteristiche tecniche dell'iPhone, quindi, iPii avrebbe lo scopo principale di rafforzare il trend di vendite del melafonino oltre a difendere la leadership di iTunes.
lunedì 17 novembre 2008
Effetto iPhone
Il sucesso dell'iPhone (10 milioni di pezzi venduti in 15 mesi) ha creato un eco tale sul mercato che anche le vendite di notebook Apple negli USA sono raddoppiate rispetto allo scorso anno: Apple oggi ha una quota di mercato pari al 17 per cento.
Ormai Apple è sinonimo di cool o community cool. Forse lo è sempre stata. La differenza è che oggi è un fenomeno quasi di massa, una community enorme.
Chissa se Steve è veramente contento di tale diffusione o se in fondo rimpiange i tempi in cui era il re delle nicchie. Se è così, deve aver ceduto alle strategie aziendali per dare soddisfazione agli stakeholder. E che soddisfazione...
Pensate che alcuni veri fan di Apple temevano che in Italia il nuovo iPhone 3G potesse essere venduto a pochi euro, perchè sarebbe diventato il telefonino di tutti. Essere cool, evidentemente, non si lega tanto bene al concetto di mass market.
mercoledì 15 ottobre 2008
Statistiche AIFI - I semestre 2008
AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital
Raccolta
La raccolta di fondi di investimento nel primo semestre del 2008 ha registrato una flessione considerevole rispetto al primo semestre dell'anno precedente: 914 milioni di euro contro 1489 (-38%). Il 2007 del resto aveva registrato un record superando di poco i 3 miliardi di euro, ma la previsione per il 2008 può far solo sperare di superare i 2 miliardi: difficilmente il 2008 raggiungerà il 2006.
Dove sono finiti i soldi disinvestiti dalle borse?
Le ragioni nei numeri:
- drastica riduzione dei finanziatori esteri rispetto ai nazionali (dal 57% al 22% della forchetta)
- drastica riduzione dei fondi di fondi e dei fondi pensione soprattutto nazionali
La raccolta sembra sempre più orientata alla formula Expansion mentre il Buy-out si riduce, probabilmente in vista dei rischi recessione, che allungherebbero i tempi di uscita.
Investimento
Gli investimenti, al contrario della raccolta, nel primo semestre del 2008 sono aumentati del 45% arrivando a 2772 milioni di euro. La stima di chiusura fa sperare che in questo anno si potranno superare i 5 miliardi di euro, a meno che non si esauriscano le casse.
Beh, se la raccolta mantiene questo trend negativo mentre gli investimenti continuano a bruciare le cassa, nei prossimi anni, forse già nel 2009, non ci sarà più tanto da investire...
Anche l'orientamento dell'investimento è contrastante rispetto a quello della raccolta, almeno in valore economico. Sebbene la raccolta si concentri sull'Expansion, gli investimenti in valore si focalizzano di gran lunga sul Buy-out. Se però si prende come riferimento l'investimento medio per operazione, i conti tornano: il rischio di vedersi allungare i tempi di recupero vengono spalmati su tanti piccoli investimenti.
Altre osservazioni:
- L'unico target di investimento che cresce sia in numero di operazioni sia in valore è la formula Early-stage
- Il numero degli investimenti in società high-tech ha una percentuale molto alta rispetto al totale dei settori, ma il valore per singola trasazione è sempre più ridotto