Visualizzazione post con etichetta Network. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Network. Mostra tutti i post

martedì 11 settembre 2012

Mapping the world's friendship

Mappa dei legami di amicizia in giro per il mondo secondo Facebook.

Schermata 2012-09-11 a 21.37.57.png

in Italia, il 21% della popolazione immigrata proviene dalla Romania per un totale di circa 1 milione di abitanti. Non a caso è al primo posto nel ranking delle connessioni. Seguono la Spagna, l'Albania, la Svizzera e la Francia.


Schermata 2012-09-11 a 21.48.53.png

Puntando sull'Iraq troviamo posti scontati, come Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. E poi.. la Svezia. La Svezia? Mi aspettavo Pakistan, Afganistan, Iran, .. ma forse lì Facebook è ancora vietato.

giovedì 4 marzo 2010

La convergenza delle reti

Essere connessi sempre significa sottoscrivere per lo meno tre abbonamenti diversi. Un abbonamento ADSL per la casa, uno 3G per lo smartphone, uno per la chiavetta USB da attaccare al notebook.

Tempo fa avevo deciso di fare economia eliminandone uno, quello ADSL, in quando potevo usare la chiavetta H3G anche in casa. Poi ho capito di poter eliminare pure la chiavetta sfruttando il tethering del mio iPhone. Il tethering con TIM è incluso nella tariffa flat, quindi non richiede costi aggiuntivi.

La verità è che la rete 3G offre una banda effettiva davvero scadente. E' già satura per i miei gusti e pare stia scoppiando. Per questo ho già fatto un passo indietro. Ho rinunciato al 3G per sfruttare la rete EDGE, che se non altro consuma la metà della batteria del telefonino. Resta il fatto che l'utilizzo in tal senso è fortemente limitato, scoraggiante.

Per tutto questo torna in voga la rete ADSL. Rispetto ad un anno fa, tutti gli operatori hanno finalmente inserito la chiavetta USB nel proprio portafoglio di offerte ADSL. Quasi sempre però c'è da pagare qualcosa in più e questo non va mica tanto bene. Inoltre, si tende a tenere separati nelle offerte i tre servizi di sempre: voce, tv, dati. Se poi aggiungiamo la componete che distingue rete fissa da rete mobile, otteniamo una matrice di confusione grazie alla quale solo gli operatori continuano a guadagnarci.

matrice isp.png

Cosa mi serve? Tutto, ovviamente. Mettendo 20 euro in ogni quadrante, la somma fa 120, al mese. Per fortuna le offerte non sono proprio così sconsiderate, ma neanche tanto lontano dall'algebra, anche perchè per alcuni quadranti bisogna sborsare più di 30 euro per un servizio full e flat.

Per quel che mi riguarda c'è un solo quadrante che potrebbe includere tutti gli altri: è quello DATI e lo vedo sul mobile. Ciò che vedo esiste e si chiama Internet Mobile. Gli altri quadranti sopravvivono ancora, forse per ragioni commerciali, forse per vincoli tecnologici. E poi perchè ci sono aziende molto forti che continuano ad innovare l'offerta e le tecnologie nella direzione che le vede protagoniste, non sempre nella logica della convenienza per il consumatore.

In questo momento non si può rinunciare al servizio ADSL in casa, il mobile non è performate e andrà peggiorando. Il voip è ostacolato dagli operatori telefonici, il video on demand è ostacolato dai broadcaster. Tuttavia il mercato saprà fare le sue scelte e qualche grande azienda, che butterà un occhiata al futuro, saprà accompagnare l'innovazione e il cambiamento nella direzione giusta.

Il nuovo standard LTE, detto anche 4G, è una risposta incoraggiante in questo senso. Oggi però si fanno sentire solo le aziende che si attrezzano per produrre chip in grado di supportare la nuova tecnologia sugli smartphone per download fino a 100/150 Mbps. Aimè, se le antenne non garantiranno un servizio distribuito altrettando performante, non ci sarà proprio nessun cambiamento.

giovedì 12 febbraio 2009

Speeddatingmilano

Il titolo del post in oggetto è il TAG ufficiale dell'evento che oggi si svolgerà a Milano presso Palazzo Giureconsulti. L'evento è organizzato da Emil Abirascid e rappresenta il primo appuntamento fisico scaturito dall'iniziativa Startupbusiness, interessante e innovativo business network.

La grande novità dell'evento, oltre alla formula speed-dating grazie alla quale le startup potranno presentarsi a rotazione con uno spazio di 3 minuti per turno, è che dall'altra parte del tavolo non ci saranno solo venture capital, ma altri enti finanziatori, o potenziali finanziatori, a cominciare dalle imprese.

Per questo, l'evento centra perfettamente la mission del network, quindi, è doveroso riconoscere un grande merito ad Emil per la sua innovatività ed il suo impegno.

Qui il link alla pagina dell'evento.

sabato 6 dicembre 2008

Startupbusiness.it

Da qualche giorno sono entrato a far parte del nuovo network Imprese e Start up - startupbusiness.

StartupB.jpg

Dopo la nascita di First Generation, che risale ormai a quasi due anni fa, a parer mio Startupbusiness è forse la più bella iniziativa che sia nata negli ultimi mesi, almeno secondo il mio personale concetto di nuova business community.

Come 1GN, Startupbusiness è molto vicina alle nuove idee, al mercato delle idee, quindi, offre una grande opportunità per scoprire il sommerso del potenziale innovativo italiano.

La cosa che più mi trova d'accordo è il modo con cui il network intende avvicinare le idee innovative ai potenziali acquirenti: le imprese. Si afferma dunque un modello di collaborazione dove il ventur capital potrebbe addirittura restare a guardare, mentre nascono collaborazioni dirette tra innovatori e aziende incubatrici.

Nel caso di Startupbusiness, in verità, l'idea deve essere già star up, nel senso di azienda costituita, magari anche già presente sul mercato e ancor meglio se con qualche cliente affermato che testimoni la bontà del suo business.

L'iniziativa è firmata Emil Abirascid, giornalista e importante promotore del motore innovativo italiano. Un punto di riferimento da prendere d'esempio e seguire con attenzione: qui l'accesso alle preziose risorse che mette a disposizione.

Ecco invece un video per capire meglio chi sia Emil attraverso una breve espressione della sua idea di innovazione.

mercoledì 15 ottobre 2008

Statistiche AIFI - I semestre 2008

AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital

aifi.gif

Raccolta

La raccolta di fondi di investimento nel primo semestre del 2008 ha registrato una flessione considerevole rispetto al primo semestre dell'anno precedente: 914 milioni di euro contro 1489 (-38%). Il 2007 del resto aveva registrato un record superando di poco i 3 miliardi di euro, ma la previsione per il 2008 può far solo sperare di superare i 2 miliardi: difficilmente il 2008 raggiungerà il 2006.

Dove sono finiti i soldi disinvestiti dalle borse?

Le ragioni nei numeri:

  • drastica riduzione dei finanziatori esteri rispetto ai nazionali (dal 57% al 22% della forchetta)
  • drastica riduzione dei fondi di fondi e dei fondi pensione soprattutto nazionali

La raccolta sembra sempre più orientata alla formula Expansion mentre il Buy-out si riduce, probabilmente in vista dei rischi recessione, che allungherebbero i tempi di uscita.

Investimento

Gli investimenti, al contrario della raccolta, nel primo semestre del 2008 sono aumentati del 45% arrivando a 2772 milioni di euro. La stima di chiusura fa sperare che in questo anno si potranno superare i 5 miliardi di euro, a meno che non si esauriscano le casse.

Beh, se la raccolta mantiene questo trend negativo mentre gli investimenti continuano a bruciare le cassa, nei prossimi anni, forse già nel 2009, non ci sarà più tanto da investire...

Anche l'orientamento dell'investimento è contrastante rispetto a quello della raccolta, almeno in valore economico. Sebbene la raccolta si concentri sull'Expansion, gli investimenti in valore si focalizzano di gran lunga sul Buy-out. Se però si prende come riferimento l'investimento medio per operazione, i conti tornano: il rischio di vedersi allungare i tempi di recupero vengono spalmati su tanti piccoli investimenti.

Altre osservazioni:

  • L'unico target di investimento che cresce sia in numero di operazioni sia in valore è la formula Early-stage
  • Il numero degli investimenti in società high-tech ha una percentuale molto alta rispetto al totale dei settori, ma il valore per singola trasazione è sempre più ridotto

lunedì 3 marzo 2008

MutuiOnLine, iniziative

Dopo uno scambio di battute con un socio 1GN, mi è venuto in mente di proporre una nuova iniziativa per il network 1GN e per l'ecosistema imprenditoriale italiano in genere.

Premessa: in Italia non mancano gli imprenditori, non mancano le imprese; il problema è che questi imprenditori e le loro aziende non riescono ad affermarsi come big a livello nazionale, tanto meno internazionale, si fermano al palo, magari non superando la conduzione familiare. Sarebbe bello che tra le start up internet italiane dei primi anni 2000, qualche azienda possa confontarsi fra 10 anni con una Fiat, una Fimmeccanica, una Telecom. Alcuni sono convinti che questo traguardo sia più facile per una start up che per un'azienda piccola o media già consolidata. Io credo che con le attuali condizioni del sistema Italia, non faccia differenza: tutte le start up italiane sono condannate a fermarsi al palo, prima o poi. Le aziende medie, invece, dopo anni di dura lotta per la sopravvivenza, grazie alla forza e alla tenacia dei loro fondatori, lasceranno il passo. Sarà il caso anche di Mutuionline? Mi chiedo poi perchè le big restano big, nonostante le crisi, le recessioni, gli scandali. Ma questa è un'altra storia. Mi chiedo invece se sia giusto favorire un ecosistema imprenditoriale che sia un generatore di start up, come vorrebbero le università, come vorrebbero forse anche i ventur capital. Le start up sono un vero parto, per quanto rappresentano eventi straordinari per chi ha voluto/potuto assistere: sono iniziative faticose, dolorose e molto rischiose. Ecco allora il motivo di tutto ciò. Le aziende italiane non vogliono rischiare. Non vogliono innovare. Dato che solo l'innovazione può portare ad alti tassi di crescita e ritorni di investimento, si preferisce investire su start up innovative, o meglio, si scommette sulle start up potenzialmente innovative. Tuttavia, nel momento in cui si esaurisce la spinta commerciale dell'idea alla base della start up, si esaurisce anche l'attrattiva di investimento. Del resto anche i piani industriali più ambiziosi, ammesso che ce ne siano, non promettono mai indici di crescita a tre cifre, come invece una start up può far pensare, o meglio sognare. Quale piano industriale potrà portare Mutuionline a confrontarsi con Fiat, Finmeccanica o Telecom fra dieci anni? Facciamo anche 20. Io non ci scommetterei.

Proposta: mi piacerebbe veder sfruttare questo network per favorire lo sviluppo delle aziende di nuova generazione, aziende del network 1GN, o vicine a 1GN, o anche estranee, senza però limitarsi alle start up. Aprirei alcune tavole rotonde virtuali, prendendo in esame un caso aziendale ciascuna, in cui discutere sulle prospettive dell'azienda, sulle iniziative possibili, sulle innovazioni possibili, favorendo in questo modo l'analisi di piani industriali ambiziosi, e perchè no, rompendo in qualche caso la sindrome di nanismo del sistema italiano.

Provocazione: il modello di business di Mutuionline non la porterà mai a confrontarsi con una realtà come Fiat. Mutuionline dovrebbe trasformasi in una banca, o qualcosa di simile al Conto Arancio di IngDirect, magari tracciando qualche modello più innovativo. Dunque, potrebbe perseguire i seguenti passi:

1. qualora paragonassimo Mutuionline ad un supermercato di mutui, per prima cosa si potrebbe pensare di mettere sugli scaffali alcuni mutui a marchio proprio, come le private lable dei retailer, istituendo di fatto un fondo finanziario a supporto dell'iniziativa
2. sugli scaffali dovrebbero poi comparire servizi finanziari diversi dai soliti mutui, o dal segmento dei mutui, sempre appoggiandosi al proprio fondo, in modo da preservare i margini di intermediazione
3. successivamente potrebbe diversificarsi come operatore immobiliare (compra-vendita), data la competenza maturata nel settore, con l'obiettivo di operare in maniera crescente verso il segmento dei large deal
4. infine dovrebbe consolidarsi come investitore ed operatore immobiliare, incrociando settori e mercati strategici (resort a dubai, centri direzionali in malesia, impianti industriali in cina, produzione di energia fotovoltaica in italia, ecc.)
5. ...

Conclusione: non credete che questa incredibile storia di Mutuionline potrebbe essere una grande sfida, oltre che una grande scommessa? E come questa, ce ne potrebbero essere tante altre...

mercoledì 27 febbraio 2008

First Generation Network

Oggi mi sono registrato al network First Generation.

1GN e' un network no-profit composto da imprenditori di prima generazione, innovativi e dedicati alla crescita, e figure professionali unite dal comune interesse per lo sviluppo della cultura e dell'ecosistema imprenditoriale.

Sono molto interessanti le video interviste agli imprenditori del network perchè vengono raccontati in maniera assolutamente umana quali furono i primi passi di ciascuna iniziativa imprenditoriale.