martedì 29 settembre 2009

Augmented Reality

Oggi l'Internet Mobile racchiuso in uno smartphone ci permette di vivere la realtà intorno a noi con tante informazioni al contorno, in tempo reale, che si aggiornano in base alla nostra posizione, al nostro orientamento.

E dopo, cosa può succedere?

Ecco un bel video elaborato per una tesi di laurea sulla realtà aumentata. Università La Sapienza, Sorin Voicu.

Realtà Aumentata - Augmented Reality from soryn on Vimeo.

venerdì 18 settembre 2009

Audio Chat su Facebook

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Facebook diventerà un operatore telefonico.

Grazie al plug-in di Vivox, la chat di Facebook potrà includere l'audio. Si tratta di tecnologia VOIP come per Skype. Ovviamente, come tutti i servizi di Facebook, anche questo sarà gratuito.

L'espansione di Facebook è impressionante ed il potenziale offerto da questa novità è spaventoso. Non si tratta di un'innovazione in effetti, la novità che deve preoccupare gli operatori telefonici è il numero di utenti che popolano il social network, oggi 300 milioni.

Skype è fermo a 220 milioni, mentre la crescita di Facebook sembra inarrestabile. L'obiettivo è 1 miliardo, cioè quasi tutto il popolo di Internet.

Tutti gli utenti di Internet potranno telefonare gratis.

E su mobile? Oggi Skype funziona su iPhone anche per chiamare, ma solo se si viaggia su rete Wifi. Non è un vincolo tecnologico, sono gli operatori telefonici che hanno stretto un accordo preciso con Apple. In molti paesi Apple percepisce una percentuale sul traffico voce.

Possono succedere due cose. La prima è che si diffondano le reti Wifi rendendo di fatto obsolete tutte le attuali infrastrutture telefoniche. La seconda è che gli operatori trovino un accordo commerciale per salvaguardare il loro business attraverso il VOIP.

Facebook si farà sentire quando raggiungerà un peso commerciale significativo, si farà sentire davvero, più di Apple. E qualcosa succederà, rompendo lo schema economico protagonista degli ultimi venti anni.

mercoledì 16 settembre 2009

Andrea Pontremoli al Venice Session

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Delizioso intervento di Andrea Pontremoli al Venice Session.

Chi è Andrea Pontremoli - In IBM dal 1980 al 2007, all'inizio come semplice Tecnico di Manutenzione fino al giugno 2004, quando viene nominato Presidente e Amministratore Delegato IBM Italia. Nell'ottobre del 2007 lascia l'incarico di Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia e accetta una nuova sfida, affiancando l'ing. Gian Paolo Dallara alla guida della Dallara Automobili, azienda storica di Varano de' Melegari, in provincia di Parma, in Valceno, che vanta un invidiabile palmares di successi raccolti in tutto il mondo.

Qui il link alla pagina ufficiale.

martedì 15 settembre 2009

web Apps vs. client Apps

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Le web app possono mettere in crisi la supremazia dei sistemi operativi, tant'è che già da tempo si progettano sistemi operativi web based. Oggi però non lo sta facendo un signore a caso, questo signore si chiama Google.

Google spinge molto in questa direzione, infatti, raramente rilascia applicazioni client. Mi vengono in mente GTalk, Google Earth, Picasa, ecc. Con quasi tutto il resto dell'universo Google, si può interagire attraverso il browser.

Adattare un'applicazione ad un sistema operativo costa molto di più che farlo per un Internet browser anche se oggi sul mercato i browser sono in numero superiore rispetto ai sistemi operativi. La portabilità di un'applicazione è un requisito essenziale per sviluppare economie di scala.

Google sviluppa un sistema operativo web based, Google Chrome OS, e rilascia applicazioni web based per desktop come per smartphone. La sua strategia è molto chiara.

Apple sa come difendersi.

Un tempo si poteva accedere ad una libreria di web app semplicemente digitando un indirizzo nel browser dell'iPhone. La libreria era sponsorizzata nel sito ufficiale. Oggi Apple punta esclusivamente al suo App Store, alle applicazioni client da scaricare nella home del telefonino.
Se iTunes in qualche anno si è affermato quale leader per il commercio della musica, oggi lo sta diventando anche per le applicazioni.

L'App Store rappresenta un canale di comunicazione quasi obbligatorio. Associare il proprio brand all'iPhone sostiene il business. Basta quindi fare un'applicazione, metterla nell'App Store e fare uscire qualche articolo. Il prodotto acquista immediatamente maggiore prestigio.
Non basta più fare un sito per smartphone, nessuno ci capita, nessuno se ne interessa. Tutti vogliono scaricare un'applicazione e tenerla nella home dell'iPhone. Per assurdo, molti siti si riciclano in applicazioni e non fanno molto di più che pubblicare le identiche informazioni che presenterebbero nel browser (Corriere, Gazzetta, ecc.).

Google Latitude, invece, è una web app che se aperta nel Safari non è per nulla diversa da un'applicazione client. La sua interfaccia è davvero stupefacente. Eppure, non scala le classifiche, nessuno ne parla, perché non compare nella vetrina dell'App Store.

Tutti i siti aperti in Safari si possono aggiungere come preferiti alla propria home, quindi apparire di fatto come ogni altra applicazione, anche Google Latitude.

Apple dunque sta remando contro le web app, perché sa come difendere la sua strategia di nicchia, i suoi prodotti, il suo futuro. Tutti avranno uno smartphone, come tutti, tempo addietro, ebbero un personal computer e, più di recente, un lettore mp3.

iTunes è un cavallo di troia.

Se pure dal punto di vista tecnologico Apple fa un passo indietro, anche questa volta ha saputo trascinare il mercato nel suo mondo dettando le regole del gioco, mentre tutti gli altri si industriano per inseguirla.