giovedì 27 marzo 2008

BPP

Commento a Paola Bonomo sul post Internazionalizzazione: pensiamo globale, da subito su First Generation.

Due parole su questi punti:
3. Create an original product: new and different
4. Do not create a copycat, unless your goal is only to get acquired
17. Do key partnerships with large local players
18. Never trust that if the partner is large your service will be a success

Si capisce che Loic Le Meur non ha in grande simpatia gli imprenditori che lanciano una start up con l'unico scopo di venderla al miglior acquirente, eppure, è abbastanza furbo da non sottovalutare il fenomeno. Non è forse anche l'obiettivo di tutti i ventur capital? Anche quello dei ventur capital è un bel modo di fare imprenditoria, o no?
Del resto in un mercato globale si è in competizione fin da subito con i colossi più agguerriti del settore, quindi, per una neo azienda raggiungere le vette della finanza è spesso un miracolo, e questo, quando avviene, fa notizia in tutto il mondo. Loic Le Meur suggerisce allora di scovare sì un prodotto originale, differente, ma invita con forza a stringere alleanze con partner importanti.
Quando l'idea non è poi tanto differente, allora si può pensare di piazzarla fin da subito dove susciti interesse, dove possa creare immediatamente valore, senza necessariamente sfogare le proprie capacità manageriali per tener acceso un piccolo fuoco in mezzo ai ghiacci.

martedì 4 marzo 2008

www.PaoloSavini.it

Ho appena registrato il dominio paolosavini.it.

Ho scelto register come provider. E' probabilmente il pià caro, ma sembra il più affidabile. Ecco cosa ho ottenuto per 30 ero + IVA, a cui corrisponde l'offerta base:

Una cosa molto interessante è la possibilità di registrare infiniti sottodomini. Ho approfittato subito per creare alcuni siti alternativi, ad esempio:

  • paola.paolosavini.it
  • luluedodo.paolosavini.it
  • cv.paolosavini.it

La cosa che mi ha stupito è che per registrare un dominio.it è necessario inviare via fax un documento autorizzativo ad un certo ente bla bla bla. Per registrare un dominio.com si fa tutto con un click e bastano solo poche ore di attesa. Ho dovuto inviare il documento via fax diverse volte, perchè questo organo di controllo non intransigeva sulla grandezza dei caretteri del fax, sul tono chiaro-scuro, sulla leggibilità della firma o su altre cose di questo genere.

E' l'ultima volta che registro un dominio.it

lunedì 3 marzo 2008

MutuiOnLine, iniziative

Dopo uno scambio di battute con un socio 1GN, mi è venuto in mente di proporre una nuova iniziativa per il network 1GN e per l'ecosistema imprenditoriale italiano in genere.

Premessa: in Italia non mancano gli imprenditori, non mancano le imprese; il problema è che questi imprenditori e le loro aziende non riescono ad affermarsi come big a livello nazionale, tanto meno internazionale, si fermano al palo, magari non superando la conduzione familiare. Sarebbe bello che tra le start up internet italiane dei primi anni 2000, qualche azienda possa confontarsi fra 10 anni con una Fiat, una Fimmeccanica, una Telecom. Alcuni sono convinti che questo traguardo sia più facile per una start up che per un'azienda piccola o media già consolidata. Io credo che con le attuali condizioni del sistema Italia, non faccia differenza: tutte le start up italiane sono condannate a fermarsi al palo, prima o poi. Le aziende medie, invece, dopo anni di dura lotta per la sopravvivenza, grazie alla forza e alla tenacia dei loro fondatori, lasceranno il passo. Sarà il caso anche di Mutuionline? Mi chiedo poi perchè le big restano big, nonostante le crisi, le recessioni, gli scandali. Ma questa è un'altra storia. Mi chiedo invece se sia giusto favorire un ecosistema imprenditoriale che sia un generatore di start up, come vorrebbero le università, come vorrebbero forse anche i ventur capital. Le start up sono un vero parto, per quanto rappresentano eventi straordinari per chi ha voluto/potuto assistere: sono iniziative faticose, dolorose e molto rischiose. Ecco allora il motivo di tutto ciò. Le aziende italiane non vogliono rischiare. Non vogliono innovare. Dato che solo l'innovazione può portare ad alti tassi di crescita e ritorni di investimento, si preferisce investire su start up innovative, o meglio, si scommette sulle start up potenzialmente innovative. Tuttavia, nel momento in cui si esaurisce la spinta commerciale dell'idea alla base della start up, si esaurisce anche l'attrattiva di investimento. Del resto anche i piani industriali più ambiziosi, ammesso che ce ne siano, non promettono mai indici di crescita a tre cifre, come invece una start up può far pensare, o meglio sognare. Quale piano industriale potrà portare Mutuionline a confrontarsi con Fiat, Finmeccanica o Telecom fra dieci anni? Facciamo anche 20. Io non ci scommetterei.

Proposta: mi piacerebbe veder sfruttare questo network per favorire lo sviluppo delle aziende di nuova generazione, aziende del network 1GN, o vicine a 1GN, o anche estranee, senza però limitarsi alle start up. Aprirei alcune tavole rotonde virtuali, prendendo in esame un caso aziendale ciascuna, in cui discutere sulle prospettive dell'azienda, sulle iniziative possibili, sulle innovazioni possibili, favorendo in questo modo l'analisi di piani industriali ambiziosi, e perchè no, rompendo in qualche caso la sindrome di nanismo del sistema italiano.

Provocazione: il modello di business di Mutuionline non la porterà mai a confrontarsi con una realtà come Fiat. Mutuionline dovrebbe trasformasi in una banca, o qualcosa di simile al Conto Arancio di IngDirect, magari tracciando qualche modello più innovativo. Dunque, potrebbe perseguire i seguenti passi:

1. qualora paragonassimo Mutuionline ad un supermercato di mutui, per prima cosa si potrebbe pensare di mettere sugli scaffali alcuni mutui a marchio proprio, come le private lable dei retailer, istituendo di fatto un fondo finanziario a supporto dell'iniziativa
2. sugli scaffali dovrebbero poi comparire servizi finanziari diversi dai soliti mutui, o dal segmento dei mutui, sempre appoggiandosi al proprio fondo, in modo da preservare i margini di intermediazione
3. successivamente potrebbe diversificarsi come operatore immobiliare (compra-vendita), data la competenza maturata nel settore, con l'obiettivo di operare in maniera crescente verso il segmento dei large deal
4. infine dovrebbe consolidarsi come investitore ed operatore immobiliare, incrociando settori e mercati strategici (resort a dubai, centri direzionali in malesia, impianti industriali in cina, produzione di energia fotovoltaica in italia, ecc.)
5. ...

Conclusione: non credete che questa incredibile storia di Mutuionline potrebbe essere una grande sfida, oltre che una grande scommessa? E come questa, ce ne potrebbero essere tante altre...