Da quattro anni in giro per il mondo a registrare i cantanti di strata, anche in Italia. E sono quasi tutti fenomeni ovviamente.
Una bella idea, straordinaria.
THE BLOG : internet mobile business community
Da quattro anni in giro per il mondo a registrare i cantanti di strata, anche in Italia. E sono quasi tutti fenomeni ovviamente.
Una bella idea, straordinaria.

Più di un anno fa, Google aveva offerto un servizio di segreteria telefonica gratuito per i senzatetto di San Francisco. In pratica, a queste persone veniva fornito un numero di telefono sul quale poter ricevere messaggi vocali e accessibile per loro da qualunque cabina telefonica, gratuitamente.
Adesso il servizio diventa per tutti. Gratis.
Google vuole invadere il business del Mobile, dell'Internet Mobile, questo è chiaro. E oggi sfida ancora una volta i carrier telefonici, ma quasi in silenzio, con un servizio secondario, senza dare troppo nell'occhio. Credo però che a piccoli passi si stia di fatto aprendo un varco verso un territorio molto redditizio e di sicuro successo per il futuro prossimo, per Google come per tutte le aziende che sapranno conquistarsi la fedeltà dei clienti.
Oggi l'Internet Mobile racchiuso in uno smartphone ci permette di vivere la realtà intorno a noi con tante informazioni al contorno, in tempo reale, che si aggiornano in base alla nostra posizione, al nostro orientamento.
E dopo, cosa può succedere?
Ecco un bel video elaborato per una tesi di laurea sulla realtà aumentata. Università La Sapienza, Sorin Voicu.

Facebook diventerà un operatore telefonico.
Grazie al plug-in di Vivox, la chat di Facebook potrà includere l'audio. Si tratta di tecnologia VOIP come per Skype. Ovviamente, come tutti i servizi di Facebook, anche questo sarà gratuito.
L'espansione di Facebook è impressionante ed il potenziale offerto da questa novità è spaventoso. Non si tratta di un'innovazione in effetti, la novità che deve preoccupare gli operatori telefonici è il numero di utenti che popolano il social network, oggi 300 milioni.
Skype è fermo a 220 milioni, mentre la crescita di Facebook sembra inarrestabile. L'obiettivo è 1 miliardo, cioè quasi tutto il popolo di Internet.
Tutti gli utenti di Internet potranno telefonare gratis.
E su mobile? Oggi Skype funziona su iPhone anche per chiamare, ma solo se si viaggia su rete Wifi. Non è un vincolo tecnologico, sono gli operatori telefonici che hanno stretto un accordo preciso con Apple. In molti paesi Apple percepisce una percentuale sul traffico voce.
Possono succedere due cose. La prima è che si diffondano le reti Wifi rendendo di fatto obsolete tutte le attuali infrastrutture telefoniche. La seconda è che gli operatori trovino un accordo commerciale per salvaguardare il loro business attraverso il VOIP.
Facebook si farà sentire quando raggiungerà un peso commerciale significativo, si farà sentire davvero, più di Apple. E qualcosa succederà, rompendo lo schema economico protagonista degli ultimi venti anni.
Delizioso intervento di Andrea Pontremoli al Venice Session.
Chi è Andrea Pontremoli - In IBM dal 1980 al 2007, all'inizio come semplice Tecnico di Manutenzione fino al giugno 2004, quando viene nominato Presidente e Amministratore Delegato IBM Italia. Nell'ottobre del 2007 lascia l'incarico di Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia e accetta una nuova sfida, affiancando l'ing. Gian Paolo Dallara alla guida della Dallara Automobili, azienda storica di Varano de' Melegari, in provincia di Parma, in Valceno, che vanta un invidiabile palmares di successi raccolti in tutto il mondo.
Qui il link alla pagina ufficiale.


Le web app possono mettere in crisi la supremazia dei sistemi operativi, tant'è che già da tempo si progettano sistemi operativi web based. Oggi però non lo sta facendo un signore a caso, questo signore si chiama Google.
Google spinge molto in questa direzione, infatti, raramente rilascia applicazioni client. Mi vengono in mente GTalk, Google Earth, Picasa, ecc. Con quasi tutto il resto dell'universo Google, si può interagire attraverso il browser.
Adattare un'applicazione ad un sistema operativo costa molto di più che farlo per un Internet browser anche se oggi sul mercato i browser sono in numero superiore rispetto ai sistemi operativi. La portabilità di un'applicazione è un requisito essenziale per sviluppare economie di scala.
Google sviluppa un sistema operativo web based, Google Chrome OS, e rilascia applicazioni web based per desktop come per smartphone. La sua strategia è molto chiara.
Apple sa come difendersi.
Un tempo si poteva accedere ad una libreria di web app semplicemente digitando un indirizzo nel browser dell'iPhone. La libreria era sponsorizzata nel sito ufficiale. Oggi Apple punta esclusivamente al suo App Store, alle applicazioni client da scaricare nella home del telefonino.
Se iTunes in qualche anno si è affermato quale leader per il commercio della musica, oggi lo sta diventando anche per le applicazioni.
L'App Store rappresenta un canale di comunicazione quasi obbligatorio. Associare il proprio brand all'iPhone sostiene il business. Basta quindi fare un'applicazione, metterla nell'App Store e fare uscire qualche articolo. Il prodotto acquista immediatamente maggiore prestigio.
Non basta più fare un sito per smartphone, nessuno ci capita, nessuno se ne interessa. Tutti vogliono scaricare un'applicazione e tenerla nella home dell'iPhone. Per assurdo, molti siti si riciclano in applicazioni e non fanno molto di più che pubblicare le identiche informazioni che presenterebbero nel browser (Corriere, Gazzetta, ecc.).
Google Latitude, invece, è una web app che se aperta nel Safari non è per nulla diversa da un'applicazione client. La sua interfaccia è davvero stupefacente. Eppure, non scala le classifiche, nessuno ne parla, perché non compare nella vetrina dell'App Store.
Tutti i siti aperti in Safari si possono aggiungere come preferiti alla propria home, quindi apparire di fatto come ogni altra applicazione, anche Google Latitude.
Apple dunque sta remando contro le web app, perché sa come difendere la sua strategia di nicchia, i suoi prodotti, il suo futuro. Tutti avranno uno smartphone, come tutti, tempo addietro, ebbero un personal computer e, più di recente, un lettore mp3.
iTunes è un cavallo di troia.
Se pure dal punto di vista tecnologico Apple fa un passo indietro, anche questa volta ha saputo trascinare il mercato nel suo mondo dettando le regole del gioco, mentre tutti gli altri si industriano per inseguirla.
Shozu é uno strumento che abilita l'interazione con le proprie piattaforme 2.0 attraverso una sola interfaccia.
Applicazione davvero ben fatta. Pensare che é tra le prime del genere, tuttavia conserva diversi punti di vantaggio.
Carico foto su Flickr o Facebook, pubblico un post sul blog in Blogger o Wordpress, aggiorno lo stato su Twitter.
Tutto questo, ovviamente, dal piccolo schermo dell'iPhone.
Il titolo del post si leggerà da qui a cinque anni al massimo.
Vincenco Cosenza si è divertito a giocare a Risiko con le truppe dei Social Network. Si è limitato a fare una fotografia dello stato attuale, ma il risultato è comunque molto affascinante.
Lo scontro sembra ancora aperto, le battaglie si susseguono a colpi di annunci, novità, viral marketing .. ma tra tutti emerge incontrastato un solo protagonista: Facebook. Ci sono ancora grandissimi palyer in gioco: V Kontakte che spopola nel nord dell'Asia, QQ che resiste in Cina, Orkut che si difende in Brasile e India. Tuttavia, l'espansione di Facebook sembra inarrestabile. I dati sembrano girare sempre più a suo favore.
Perchè succede? Qual è il segreto di tale successo? E cosa potrà succedere ancora?
Considerando come è nato Facebook e qual era il suo scopo originale, mi verrebbe da pensare che è stata solo fortuna. La mia opinione è che Mark, fanciullo intelligente ma bruttino e un anche po' sfigatello, fosse innamorato della più bella ragazzina del college, la miss delle miss, la classica barby americana, bionda e occhi azzurri, slanciata e con curve al di fuori di ogni ragionevole legge di gravità. Questa bomba sexy naturalmente era la ragazza intoccabile del più forte e famoso giocatore di football del campionato studentesco. Un ragazzotto enorme, bello, ricco .. un po' bamboccione. Allora Mark, compagno di studi di questa top model, nascose il suo amore per anni, timidamente. Alla fine del college, temendo di perdere di vista per sempre il suo sogno proibito, si inventa un modo banale per conservare il suo contatto. Pare tra l'altro che abbia scopiazzato il software da alcuni amici di scuola sfruttando lo loro idea per uno scopo puramente sentimentale.
Facebook in realtà è concepito con le porte aperte.
Facebook è aperto a tutti gli utenti, chiunque essi siano, è aperto agli sviluppatori che possono rilasciare altri servizi usando la sua piattaforma, è aperto al business per fare marketing comunicazione affari. Facebook nasce focalizzato sul college ma cambia rotta per essere il più generalista dei social network.
In poco tempo ha reinventato il modo di interagire tra le persone, il modo di sviluppare e rilasciare applicazioni web based da parte delle software house, il modo di fare crowdsourcing da parte delle aziende per fare indagini e sviluppo prodotto.
E' tutto così facile su questa piattaforma che bene o male tutti ci finiscono. Ma questo è banale. Forse oggi è già obbligatorio esserci. Esserci come utente, come sviluppatore, come business.
Facebook è la rete nella rete.
Le informazioni che detiene questo Social Network crescono ogni giorno. Il suo motore di ricerca, cercando al suo interno, è già pronto per scovare qualsiasi cosa. Andando ad esplorare le migliaia di API, le porte aperte, di tutte le applicazioni o delle aziende che sharano i loro segreti, questo motore di ricerca fotografa lo scibile inimmaginabile.
Quando tutto sarà su Facebook o collegato a Facebook non ci sarà bisogno di fare ricerche nella rete, con Google o Yahoo, ma si potrà cercare direttamente lì dentro, nella nuova rete delle reti. Credo che non ci sarà neanche più bisogno di cercare, perchè saremo magicamente informati di tutto ciò che ci serve in modo automatico, dal momento che saremo parte integrante del meccanismo.
CriticalCity - TechGarage Pitch from Staff CriticalCity on Vimeo.
Critical City vince alla grande Techgarage 2009. Si è aggiudicata infatti tutti i premi della business competition: premio della rete, premio di Wired, premio della giuria di Techgarage. Critical City è stata anche premiata qualche tempo fa all'interno del progetto Kublai.
Critical City è un social network che ha come mission quella di migliorare le nostre città, con la scusa di organizzare un gioco dove gli utenti propongono delle iniziative, missioni, che trovano forma nelle strade, nei palazzi, nei parchi, nel territorio. Tutti possono proporre un progetto, tutti possono partecipare per realizzarlo.
Critical City incarna dunque perfettamente lo spirito di Kublai, per certi aspetti sorpassandolo.
Critical City ha una mission molto ambiziosa. Avrà successo se saprà stimolare le persone ad essere proattive, pragmatiche, concrete. Alcune persone sono così di natura, però sono poche secondo me. La scusa del gioco può essere un primo incentivo, ma non credo che basterà. Entrerà presumibilmente in gioco la pubblica amministrazione, attraverso i comuni, le province, le regioni.. allora la questione si farà più autorevole, anche di portata superiore. Ci si augura infatti che le iniziative siano sempre più ambiziose, fino a toccare scopi nazionali, o addirittura internazionali. Bello.
Nel frattempo si vivono piccole storie, intriganti.
Qui in Brera a Milano, da anni alcuni artisti di strada si ritrovano di notte per mettere in piedi strane decorazioni metropolitane. Al mattino le persone "comuni" che escono di casa per andare al lavoro restano a bocca aperta dalla meraviglia, ma soprattutto perchè queste piccole opere riescono a rompere gli schemi e la quotidianità.
Il social web diventerà profittevole.
Jeremiah Owyang propone un'interessante razionalizzazione dello sviluppo del social web attraverso un percoso diviso in 5 fasi, 5 ere come le definisce lui. Jeremiah sottolinea che le fasi non sono sequenziali, tuttavia, l'affermazione generalizzata di un'era piuttosto che un'altra fa registrare tendenzialmente proprio una sequenza. Duque, citando il suo riassunto troviamo le seguenti 5 ere:
1) Era of Social Relationships: People connect to others and share
2) Era of Social Functionality: Social networks become like operating system
3) Era of Social Colonization: Every experience can now be social
4) Era of Social Context: Personalized and accurate content
5) Era of Social Commerce: Communities define future products and services

Con un po' di malizia mi viene da leggere tra le righe un taglio propagandistico. Oggi ci si domanda come far soldi con i social nerwok, se sarà mai possibile fare soldi col 2.0, andando forse un po' contro l'opinione comune che il web 2.0 deve restare gratuito, per la sua natura libera, sociale. L'articolo di Jeremiah tenta forse di dare una risposta ottimistica verso quelli che dovrebbero investire in questa direzione: brand, marketer, vendor, publisher, ecc.
Ad ogni modo, l'immagine proiettata dalla quinta fase è davvero suggestiva: Le community disegneranno i prodotti ed i servizi per le aziende attraverso il social web. Le community potranno suggerire le innovazioni, pilotare gli investimenti, decretare il benessere come il futuro dei brand. Le community saranno aperte, trasparenti, condivise e collaborative.
In questo scenario è evidente che il "classico" apparirà vecchio ed inefficace. Si ripenseranno gli strumenti di CRM, di Advertising, di eCommerce e del Marketing in generale.
In altre parole succederà che gli investimenti in un costosissimo spot pubblicitario passato per settimane nel classico canale televisivo saranno in gran parte inefficaci se nelle community non si diffonderà rapidamente un messaggio di approvazione condiviso.
La vera novità è che i nuovi prodotti passati in TV dovranno incrociare il benestare del mercato in maniera assolutamente naturale perchè saranno frutto di un approccio/percorso di innovazione scaturito proprio dal mercato stesso.
